Al Gore e IPCC Nobel per la pace


?L?assegnazione del Premio Nobel per la pace ad Al Gore e all? Ipcc (Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climatici) dell?Onu rappresenta una presa di coscienza di un processo di consapevolezza dei rapporti tra società umane, economia e ambiente che, iniziato negli anni 60, si è progressivamente affermato per diventare agli inizi del terzo millennio, elemento paradigmatico di un nuovo rapporto tra società, uomo e ambiente.? Così commenta il Prof. [B]Giampiero Maracchi direttore dell?Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze[EB]. ?Il prestigioso riconoscimento assume una particolare importanza perché, [B]per la prima volta, apre una riflessione sulla stretta relazione fra le risorse naturali del pianeta e l?attuale modello economico[EB], che rischia oggi di essere causa di conflitti sempre più importanti per lo sfruttamento delle risorse mondiali. I problemi della globalizzazione ambientale, compreso il cambiamento climatico, sono infatti strettamente legati all?organizzazione della società e dei rapporti internazionali. Infine, rappresenta un [B]riconoscimento quasi definitivo nella percezione anche pubblica dell?importanza del ruolo dei cambiamenti climatici[EB], al di là di tutte le polemiche nazionali e internazionali assolutamente pretestuose?. Anche il [B]Professor Franco Prodi[EB], direttore dell'Istituto di Scienze dell?atmosfera e del clima (Isac) del Cnr, commenta positivamente l?assegnazione del premio ad un tema ambientale. ?Il Nobel 2007 assegnato all'Ipcc e ad Al Gore può essere considerato [B]un premio "preventivo" , o "anticipato", per la pace futura[EB], nel senso che riconosce un'azione svolta non per la pace in passato o per la pacificazione dei conflitti in corso, ma per la mobilitazione su quei versanti di crisi che saranno probabilmente all'origine dei conflitti futuri. Proprio [B]la distribuzione delle risorse naturali, dell'acqua, delle fonti non rinnovabili di energia sarà il tema più caldo nei rapporti internazionali[EB]. Sarà anche critico il dilemma fra sviluppo economico e salvaguardia ambientale. Le sorti del nostro pianeta entrano così prepotentemente nella politica e nei rapporti fra popoli e continenti. Naturalmente i tempi che le istituzioni o i leader politici devono rispettare per azioni sui cambiamenti climatici sono diversi da quelli, più lunghi, che la scienza deve necessariamente seguire per raggiungere previsioni certe e quantitativamente accurate. [B]La ricerca scientifica ha bisogno di acquisire conoscenze[EB], ancora scarse, su processi come l'interazione oceano-atmosfera, i bilanci di radiazione, il ciclo dell'acqua ed il ruolo dell'aerosol prodotto dalle attività umane. In particolare, si devono ridurre i margini ancora troppo ampi tra i vari modelli climatologici, vanno migliorate le reti di rilevamento ed impostate missioni spaziali specificamente orientate al clima?. Il [B]Dipartimento Terra Ambiente del CNR ha recentemente pubblicato un volume [EB]dedicato alle le ricerche più recenti e in corso svolte dall?Ente sul clima e il cambiamento climatico Il volume comprende 205 contributi realizzati da circa [B]500 ricercatori e tecnici di 24 Istituti[EB], ed è articolato in sette capitoli che coprono tutte le tematiche climatologiche: modelli, impatto dei cambiamenti, ricostruzione dei climi del passato, metodi di osservazione e misura, processi fisici e chimici, valutazioni socio-economiche, rischi e mitigazione. Il volume è disponibile su web sul sito [L=http://www.dta.cnr.it]www.dta.cnr.it[EL]