ETS 2006: Italia supera il tetto del 11,6%


Nel 2006 le aziende italiane hanno prodotto una quantità di emissioni di anidride carbonica superiore a quanto prospettato dal Piano Nazionale di Allocazione per l'anno 2006. Questi i dati che emergono da una ricerca condotta da Eco-Way, società italiana leader nel settore dei cambiamenti climatici, su dati Carbon Market Data aggiornati a maggio 2007 (completi per il 90% circa). Con una produzione di CO2 pari a 218 mln di tonnellate infatti, le aziende italiane superano il limite fissato dal PNA per oltre 23 mln di tonnellate, corrispondenti ad un [B]surplus dell'11,96%[EB]. [B]Tra le regioni ?virtuose?, il primo posto spetta ai 98 impianti del Piemonte[EB], che con una produzione di 10,5 milioni di tonnellate di CO2, si posizionano al di sotto del limite per il 12,6%. Entro i limiti consentiti anche Liguria (-6,5%), Trentino Alto Adige (-3%), [B] Toscana(-1,6%)[EB] e Veneto(-1%). [B]Analizzando i settori[EB] che comprendono gli 884 stabilimenti italiani che hanno provveduto a compilare il registro del Ministero, comunicando le emissioni certificate nel 2006 rispetto a quelle assegnate dal Piano Nazionale di Allocazione, si rileva che [B]l'industria vetraria [EB]registra una produzione di 2,9 milioni di tonnellate di anidride carbonica, [B]l'1,7% in meno[EB] dell'obiettivo stabilito; sotto il limite anche la raffinazione, che si mantiene al di sotto del tetto per 7,5 punti percentuali, così come [B]gli stabilimenti per la produzione di ceramiche[EB], che nel 2006 hanno prodotto 546mila tonnellate di CO2, il [B]2,8%in meno [EB]del limite fissato dal PNA. Trend inverso invece quello delle aziende del [B]settore energetico[EB]: centrali termoelettriche, impianti di combustione e di teleriscaldamento. Il settore, [B]che rappresenta oltre il 65% degli impianti italiani inseriti nel PNA, registra una produzione di emissioni di CO2 per il 19% superiore alla quota stabilita[EB], pari a 22,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica oltre il limite consentito. Lo stesso vale per i 41 impianti di produzione di materiali ferrosi e per gli 82 cementifici, al di sopra dell'obiettivo di riduzione rispettivamente 1,2 e 1,5 milioni di tonnellate. I 156 impianti del settore cartario superano il limite di Kyoto per il 3,5%