"Burden sharing" per le rinnovabili
E' stato approvato il testo del decreto sul "burden sharing", che stabilisce la ripartizione tra le Regioni degli obiettivi di consumo di energia da fonti rinnovabili al 2020 assegnati dalla Commissione europea all'Italia.
Il tutto rientra nell'ambito del Pacchetto clima-energia, noto come "strategia 20-20-20" che stabilisce, a livello europeo, di tagliare le emissioni di gas serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990, raggiungere la quota del 20% di energie rinnovabili nel totale dei consumi energetici al 2020, aumentare l'efficienza energetica in modo da ottenere un risparmio energetico del 20% rispetto alle proiezioni di consumo al 2020.
L'Italia deve al 2020 utilizzare il 17% di energia da rinnovabili sul totale dell'energia consumata.
Con il decreto appena approvato tale obiettivo (in realtà il 14,3% perchè le quote di energia rinnovabile importata ed il consumo di biocarburanti per i trasporti resta di comeptenza nazionale), viene ripartito tra le varie regioni italiane.
Gli obiettivi assegnati alle Regioni sono piuttosto impegnativi, soprattutto nell'ambito delle rinnovabili termiche.
Le regioni che meno avranno da fare per raggiungere gli obiettivi loro spettanti da qui a fine decennio sono le stesse che fino ad ora hanno fatto di più per la sostenibilità della loro sistema energetico: Valle d'Aosta in primis, che dovrà incrementare solo marginalmente la propria produzione/consumo di energia da Fer rispetto all'obiettivo regionale ormai prossimo del 2012, passando da una 51,8% ad un 52,1%
Mentre l'insieme delle regioni dovrà partire, complessivamente, da una percentuale pari all'8,2% per arrivare al già citato obiettivo del 14,3%, molte di esse dovrà invece quasi raddoppiare le proprie prestazioni (o più che raddoppiare, come nel caso di Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia), in linea con le proprie, specifiche potenzialità.

