Emissions Trading
In base a quanto stabilito nel Protocollo di Kyoto, tra il 2008 e il 2012 gli Stati membri dell'Unione devono ridurre complessivamente le loro emissioni di gas ad effetto serra dell'8%. Per poter raggiungere quest'obiettivo con costi complessivi minori, l'UE ha introdotto nel 2003 (Direttiva 2003/87/CE) un sistema di scambio basato sulle regole di mercato: lo scambio delle quote di emissione di gas serra (EU ETS).
Il meccanismo è così sintetizzabile:
- si calcola la quantità totale annua di emissioni industriali, e la si divide in quote;
- si assegna ad ogni azienda un numero di quote inferiore al totale delle sue emissioni precedenti;
- ogni azienda può scegliere se rientrare nel nuovo limite (investendo per contenere le emissioni), o mantenere le sue emissioni precedenti, acquisendo da altre aziende "virtuose" parte delle loro quote.
- in questo modo si assiste allo sviluppo di un mercato in cui le imprese scelgono o di investire in miglioramenti industriali per ridurre le emissioni o di acquisire le quote di emissioni da altre aziende.
Questo meccanismo di scambio delle quote fa in modo che le emissioni complessive siano minori, che le riduzioni vengano realizzate dalle industrie che hanno maggior convenienza a farlo, e che il costo globale del taglio delle emissioni per l'industria risulti meno gravoso.
Ogni stato membro definisce, previa autorizzazione da parte della Commissione Europea, il numero complessivo di quote che intende distribuire nel periodo di riferimento; assegna quindi annualmente ai singoli impianti industriali che rientrano nell'ETS le corrispondenti quote di emissione.
In Italia il sistema ETS rappresenta circa il 40% delle emissioni di gas serra. Dopo un complesso iter iniziato nel 2006, nel novembre 2008 il Comitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva 2003/87/CE ha approvato la Deliberazione 20/2008 che dà esecuzione alla Decisione di Assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012.
Per maggiori informazioni sulla normativa italiana di recepimento della direttiva e per visionare l'assegnazione delle quote per il periodo attuale 2008-2012 si veda il sito del Ministero dell'Ambiente.

