Osservatorio Kyoto Feed news Osservatorio Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it Mon, 20 May 2013 14:09:59 +0100 FeedCreator 1.7.2 Foreste e CO2 - Autunno 2011 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=241 Pubblicato l'ottavo numero del Bollettino stagionale sull'andamento degli assorbimenti di carbonio delle foreste toscane durante il periodo autunnale.

Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino Ottobre-Dicembre 2011 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
UE tassa le emissioni degli aerei http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=240 Dal 1° gennaio 2012 l'Unione Europea può obbligare tutte le compagnie aeree in volo da o per gli aeroporti europei a pagare per compensare le loro emissioni di anidride carbonica. La legittimità della tassa è stata infatti sancita dalla Corte europea di Giustizia.

La vicenda giunta davanti alla Corte ha provocato le ire delle compagnie aeree di tutto il mondo e migliaia di compagnie aeree internazionali che effettuano servizi di linea in Europa dovranno quindi pagare questo tributo.
Anche le compagnie aeree, europee o extracomunitarie che siano, saranno tenute a dotarsi di permessi ad emettere per i voli per e dall'Europa.
Nella fase iniziale gran parte dei permessi saranno assegnati gratuitamente e secondo le stime della Commissione il costo aggiuntivo per passeggero sostenuto dalla compagnie sarebbe di meno di un euro per i voli brevi e poco più di due per quelli intercontinentali.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Fotovoltaico e occupazione suolo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=242 Una delle questioni più ricorrenti legate alla diffusione delle “Nuove Fonti Energetiche Rinnovabili” (NFER), fotovoltaico in testa, riguarda la grande occupazione di suolo e la sottrazione di terra per gli altri servizi essenziali (agricoltura, cibo, habitat).

Uno studio pubblicato sulla rivista "Ambiente, risorse, salute" (n.130-131 Luglio-Dicembre 2011) analizza alcune questioni di base sull’effettiva propensione delle installazioni solari fotovoltaiche a sottrarre più terreno agricolo rispetto ad altre forme di produzione di energia elettrica, nonché sul relativo grado di competizione con le attività agricole.

Per quanto riguarda l'occupazione di suolo, sulla base della letteratura recente che analizza gli effetti diretti e indiretti sul land use dovuti all’uso di energia e materiali nell'intero ciclo di vita, emerge che il fortovoltaico è tra le tecnologie energetiche con minore trasformazione di suolo, non necessitando dell’estrazione né del conferimento di alcun “combustibile”.

Un altro aspetto affrontato nell'articolo riguarda l'effettivo dimensionamento della questione nell'ambito nazionale: nell’ipotesi estrema di produrre il 100% dell’elettricità consumata in Italia per mezzo della sola fonte fotovoltaica, gli autori calcolano che sarebbe necessaria una superficie di 4.710 kmq ovvero l’1,56% della superficie complessiva italiana, pari a alla superficie di tre cerchi ciascuno di raggio 22 km.

L'ultima parte affronta la questione della competizione tra cibo ed energia e degli impatti che la “deriva energetica” dell’agricoltura può avere sulla disponibilità alimentare, sugli usi del suolo e sui territori rurali, e sugli impatti ambientali a livello del suolo e della vegetazione che, stando ai primi risultati, appaiono del tutto trascurabili rispetto ai vantaggi energetici e agli usi comunque possibili, presenti e differiti, del terreno agricolo.

"Fotovoltaico: l'energia che si vede"   

Ambiente Risorse Salute n.130-131 Luglio-Dicembre 2011
Rivista e dossier del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente - Padova

Autori: F. Zabini, F. Meneguzzo

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
I negoziati sul clima a Durban http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=239 Il 28 novembre a Durban, in Sudafrica, ha avuto inizio la Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, la COP 17.
I principali temi sul tavolo sono il prolungamento del protocollo di Kyoto e il funzionamento del Fondo verde per il clima, che dovrebbe essere di 100 miliardi di dollari al 2020.
L’obiettivo rimane limitare l’aumento della temperatura media globale entro i due gradi rispetto ai livelli preindustriali.
Ma nel frattempo le emissioni serra sono cresciute del 38% tra il 1990 e il 2009 e la scadenza dell'unico accordo per ridurre le emissioni, il Protocollo di Kyoto, che impegna solo una minoranza dei Paesi inquinatori, è ormai vicina.
Il numero di governi disposti a sottoscrivere un'intesa per difendere l'atmosfera diminuisce. Canada, Russia e Giappone non intendono firmare un impegno a partire dal 2013. Gli Stati Uniti non hanno mai sottoscritto nessun accordo vincolante e i Paesi di nuova industrializzazione propongono il principio delle "responsabilità comuni ma differenziate" per accettare un vincolo obbligatorio di riduzione.
Il contesto internazionale non sembra quindi favorevole ad un accordo e probabilmente a Durban si riuscirà a definire una fase di passaggio tra il 2012, scadenza del Protocollo di Kyoto, e il 2015.
Una speranza è legata al ruolo crescente della green economy nei Paesi con le economie più dinamiche, Cina in primis, che ha già conquistato la leadership nel campo dell'eolico e del fotovoltaico.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
"Burden sharing" per le rinnovabili http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=237 E' stato approvato il testo del decreto sul "burden sharing", che stabilisce la ripartizione tra le Regioni degli obiettivi di consumo di energia da fonti rinnovabili al 2020 assegnati dalla Commissione europea all'Italia.

Il tutto rientra nell'ambito del Pacchetto clima-energia, noto come "strategia 20-20-20" che stabilisce, a livello europeo, di tagliare le emissioni di gas serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990, raggiungere la quota del 20% di energie rinnovabili nel totale dei consumi energetici al 2020, aumentare l'efficienza energetica in modo da ottenere un risparmio energetico del 20% rispetto alle proiezioni di consumo al 2020.

L'Italia deve al 2020 utilizzare il 17% di energia da rinnovabili sul totale dell'energia consumata.
Con il decreto appena approvato tale obiettivo (in realtà il 14,3% perchè le quote di energia rinnovabile importata ed il consumo di biocarburanti per i trasporti resta di comeptenza nazionale), viene ripartito tra le varie regioni italiane.
Gli obiettivi assegnati alle Regioni sono piuttosto impegnativi, soprattutto nell'ambito delle rinnovabili termiche.

Le regioni che meno avranno da fare per raggiungere gli obiettivi loro spettanti da qui a fine decennio sono le stesse che fino ad ora hanno fatto di più per la sostenibilità della loro sistema energetico: Valle d'Aosta in primis, che dovrà incrementare solo marginalmente la propria produzione/consumo di energia da Fer rispetto all'obiettivo regionale ormai prossimo del 2012, passando da una 51,8% ad un 52,1%

Mentre l'insieme delle regioni dovrà partire, complessivamente, da una percentuale pari all'8,2% per arrivare al già citato obiettivo del 14,3%, molte di esse dovrà invece quasi raddoppiare le proprie prestazioni (o più che raddoppiare, come nel caso di Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia), in linea con le proprie, specifiche potenzialità.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Il clima preoccupa più della crisi economica http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=236 Più di due europei su tre considerano il cambiamento climatico un problema molto grave e quasi l’80% ritiene che l’adozione di misure volte a combatterlo possa dare impulso all’economia e all’occupazione.
Il sondaggio di Eurobarometro, realizzato a giugno, ha rilevato un maggior grado di inquietudine per il cambiamento climatico rispetto al 2009, confermando che tale fenomeno resta per l'opinione pubblica europea più preoccupante della situazione economica.
Il sondaggio rivela inoltre che è alta l’aspettativa che entro la metà del secolo l’Unione europea diventi rispettosa del clima e a basse emissioni di CO2.

Una sintesi dei risultati più significativi del sondaggio:

  • Il 68% degli intervistati considera il cambiamento climatico un problema molto grave (rispetto al 64% nel 2009). In totale, per l’89% si tratta di un problema grave (“molto grave” o “piuttosto grave”).
  • Nel complesso, il cambiamento climatico è stato messo al secondo posto fra i problemi più gravi che il mondo si trova ad affrontare, dopo la povertà, la fame e la mancanza di acqua potabile (considerate come un unico problema).
    Una persona su cinque ritiene che il cambiamento climatico sia il problema più grave.
    Per il 51% si tratta del problema più grave o di uno dei più gravi, mentre la situazione economica lo è per il 45%.
  • Il 78% ritiene che la lotta al cambiamento climatico e il miglioramento dell’efficienza energetica possano dare impulso all’economia e all’occupazione nell’Ue (rispetto al 63% nel 2009). In tutti gli Stati membri almeno due persone su tre condividono questa opinione.
  • Il 68% è favorevole all’idea di una fiscalità maggiormente incentrata sulla tassazione del consumo energetico.
  • L’88% si aspettano che nel 2050 l’Europa faccia un maggior uso delle energie rinnovabili, l’87% che raggiunga una maggiore efficienza energetica e il 73% che le auto utilizzino combustibili più efficienti di quelli attuali.
  • La lotta contro il cambiamento climatico è vista come una responsabilità dei governi nazionali, dell’Unione europea e delle imprese. Solo il 21% degli interpellati ritiene di essere personalmente responsabile. Poco più della metà degli intervistati (il 53%) dichiara di avere adottato qualche misura per combattere il cambiamento climatico negli ultimi 6 mesi, percentuale risulta maggiore quando viene chiesto di indicare le misure specifiche adottate: il 66% degli interpellati dichiara di aver ridotto e riciclato i rifiuti domestici, la misura più adottata.  

Una considerazione sulle differenze tra Italiani ed Europei. Nel resto d’Europa la gente è più interessata al cambiamento climatico che non in Italia. Gli altri europei pensano che le misure adottate dall’EU non siano sufficienti a prevenire i danni e lamentano, comunque, una scarsa attenzione al problema. In pratica, vorrebbero che si facesse di più e che si informasse di più.

Il rapporto completo "Europeans’ attitudes towards climate change" e’ disponibile sul sito della Commissione Europea

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Foreste e CO2 - Estate 2011 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=233 Pubblicato il settimo numero del Bollettino stagionale sull'andamento degli assorbimenti di carbonio delle foreste toscane durante il periodo estivo.

Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino Luglio-Settembre 2011 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Verso la COP17 di Durban http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=234 Concluso a Panama l'incontro dei gruppi di lavoro sul protocollo di Kyoto e sulla Convenzione UNFCCC (AWG-LCA) in vista della Conferenza delle Parti (COP17) prevista a Durban dal 28 novembre al 10 dicembre 2011.
Sette giorni di negoziato che non hanno fatto luce su quale potrà essere il risultato del summit dei 194 paesi chiamati a definire il futuro degli impegni di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra dopo il 2012, scadenza del Protocollo di Kyoto.

Dopo il fallimento di Copenhagen nel 2009 e il debole risultato di Cancun nel 2010 quasi nessuno pensa che la COP17 di Durban riserverà buone sorprese.
Mentre le emissioni di gas serra sono in aumento, la distanza tra le parti sembra radicalizzarsi. I diversi Paesi sono ad oggi così raggruppati:
- Paesi in favore del secondo periodo di adempimento del protocollo di Kyoto senza nessuna condizione (Brasile, Cina, India, Sud Africa, Argentina e la maggior parte dei paesi in via di sviluppo riuniti nel gruppo dei 77 e Cina)
- Paesi contrari al secondo periodo di adempimento del protocollo di Kyoto (Federazione russa, Giappone e Canada)
- Paesi disposti a considerare il secondo periodo adempimento ad alcune condizioni (Unione Europea, Svizzera, Norvegia, Australia e Nuova Zelanda)

La differenza tra i tre gruppi di paesi è profonda, tanto da far pensare che l’unica via d’uscita possibile sia quella di un accordo transitorio tra i "paesi volenterosi" che escluda i paesi con posizioni più intransigenti. Il destino dell'azione internazionale sul clima sembra ancora molto incerto, così come il ruolo degli Stati Uniti, non ancora pronti ad un impegno chiaro su un accordo globale giuridicamente vincolante.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Presto nuovi carburanti taglia-CO2 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=230 Presso i distributori saranno presto disponibili nuovi tipi di carburanti conformi alla direttiva 2009/30 con cui l'Unione Europea ha stabilito le caratteristiche che devono avere benzina e combustibile diesel per essere commercializzati sul territorio comunitario.
I nuovi carburanti, denominati E5 ed E10, sono sostanzialmente la solita benzina e il solito diesel ma con l’aggiunta di etanolo (fino al 10%) o additivi metallici, per una significativa riduzione delle emissioni di gas serra.
L'obiettivo è infatti quello di regolare le emissioni dei mezzi su strada.

Questi nuovi carburanti non sono adatti per tutti i veicoli. Sul sito del Ministero dell’Ambiente è consultabile l'elenco di tutte le auto compatibili, elenco che i distributori sono comunque tenuti a esporre.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Settimana europea della mobilità sostenibile http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=232 Dal 16 al 22 settembre si svolgerà la “Settimana europea della mobilità sostenibile”, inizativa della Commissione Europea per promuovere forme di trasporto alternative all'auto, accrescere la consapevolezza dei cittadini sui rischi dell’inquinamento per migliorare la qualità della vita nelle città.

L’iniziativa quest’anno è dedicata alle policy di Enti pubblici che incoraggiano l’uso di mezzi di trasporto verde tra i cittadini.
Hanno aderito oltre mille città europee di cui 25 italiane. In Toscana, segnaliamo l'adesione del Comune e della Provincia di Arezzo.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Gas serra italiani sottostimati? http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=229 L'Italia non fornisce dati corretti sull'emissione dei gas serra, in particolare sugli idrocarburi alogenati come il trifluorometano (Hfc-23), un potentissimo gas serra con una vita atmosferica di 270 anni e un potenziale di riscaldamento maggiore di quasi 15 mila volte quella dell'anidride carbonica, usato nei sistemi di condizionamento e refrigerazione e per la produzione di polimeri come il teflon. I valori reali delle emissioni di Hfc-23 prodotte in Italia sarebbero tra le 10 e le 20 volte in più rispetto ai dati ufficiali.

L'accusa proviene dall'Empa, i Laboratori federali svizzeri di scienza dei materiali e tecnologia, e si basa sui risultati di uno studio, durato 2 anni, dalla stazione di ricerca posizionata sul passo della Jungfrau, a 3.580 metri d'altezza. Utilizzando un gascromatografo spettrometro di massa, chiamato Medusa, con cui è possibile analizzare una cinquantina di composti alogenati, gli studiosi hanno rilevato che l'Italia emette da 270 mila a 630 mila tonnellate all'anno di Hfc-23 che, come potenzialità di gas serra, è una quantità equivalente alle emissioni annuali di CO2 di una città di 75 mila abitanti.

Oltre all'Italia, anche Paesi Bassi e Gran Bretagna fornirebbero cifre sottostimate (anche se molto meno che l'Italia) sulle emissioni di idrocarburi alogenati. Gli esperti svizzeri affermano che l'Europa occidentale emette circa il doppio di Hfc-23 di quanto riportato ufficialmente.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Fotovoltaico ed elettricità a basso prezzo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=228 A fine giugno 2011, grazie alla straordinaria crescita e diffusione delle centrali solari fotovoltaiche, in Italia la potenza installata era superiore a 7.000 MegaWatt, ovvero in grado di compensare già una delle quattro centrali nucleari previste nel piano nazionale, cancellato dal recente Referendum.

Uno studio pubblicato sulla rivista "Ambiente, risorse, salute" (n.129 Aprile/Giugno 2011) analizza le conseguenze sul mercato elettrico dell'immissione di energia fotovoltaica, mostrando che le tariffe elettriche non sono aumentate a causa delle incentivazioni alle rinnovabili. Anzi, per la prima volta da molti anni il prezzo d'equilibrio dell'elettricità Italiana si è stabilizzato sui livelli di quella scandinava e appena più in alto della media europea, contro il +30% in media dei precedenti cinque anni!

Questo straordinario risultato è da ascrivere almeno in parte all'impatto che l'energia fotovoltaica ha avuto sul mercato elettrico nazionale, i cui prezzi di equilibrio sono stati significativamente depressi dall'abbattimento dei picchi di domanda riferiti alle produzioni termoelettriche più inefficienti e costose (nonché inquinanti).

In base al valore aggiunto attribuibile all'elettricità fotovoltaica in virtù della sua capacità di abbattere il prezzo d'equilibrio di tutto il carico elettrico simultaneamente richiesto, è stato possibile delineare un piano di ulteriore sviluppo fondato su grandi campi fotovoltaici su terreno basati sulle tecnologie commerciali del silicio monocristallino e dell'inseguimento solare che, pur non escludendo le piccole e preziosissime installazioni sui tetti residenziali, commerciali e industriali, sarebbe in grado - se attuato - di stabilizzare e in un secondo momento di abbattere stabilmente e di oltre il 30% le tariffe elettriche per molti decenni a venire.

Tutto questo, va ricordato, senza considerare tutti gli altri benefici rappresentati da lavoro, occupazione, entrate fiscali, introiti per gli Enti Locali e, non ultimo, dal contributo alla riduzione delle emissioni climalteranti.

"Elettricità a basso prezzo: la strada dei grandi impianti fotovoltaici a inseguimento solare"

Ambiente Risorse Salute n.129 Aprile/Giugno 2011
Rivista e dossier del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente - Padova

Autori: F. Meneguzzo, F. Giani, F. Zabini

 

 

 

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Foreste e CO2 - Bollettino primavera 2011 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=227 Pubblicato il sesto numero del Bollettino stagionale sull'andamento degli assorbimenti di carbonio delle foreste toscane durante il periodo primaverile.

Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino Aprile-Giugno 2011 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Senza rinnovabili non si ferma il climate change http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=226 L'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha presentato la “Relazione speciale sulle fonti energetiche rinnovabili e di mitigazione dei cambiamenti climatici”, un imponente studio che, definendo e confrontando 164 scenari sull'energia rinnovabile, è ad oggi l'analisi più completa mai realizzata delle tendenze e prospettive per le energie rinnovabili.

L'obiettivo dello studio è fornire al mondo una base solida di conoscenza scientifica che aiuti i responsabili politici a rilevare questa grande sfida del XXI secolo. Il rapporto dimostra infatti che saranno le politiche pubbliche (e non la disponibilità della risorsa) ad ampliare o limitare lo sviluppo delle energie rinnovabili nei prossimi decenni.
I risultati degli studi di 120 ricercatori dell'Ipcc indicano che "quasi l'80% delle forniture di energia del mondo potrebbe essere coperte da fonti rinnovabili entro la metà del secolo, se sostenute giustamente da politiche pubbliche".

Il report sottolinea anche che la crescente penetrazione delle energie rinnovabili potrebbe portare a riduzioni di gas serra pari a 220-560 miliardi di tonnellate di CO2 tra il 2010 e il 2050, contribuendo a mantenere le concentrazioni di gas serra a 450 parti per milione. Le energie rinnovabili sono molto importanti per la mitigazione dei cambiamenti climatici: senza le rinnovabili “il costo della mitigazione crescerebbe e basse concentrazioni di gas climalteranti in atmosfera non potrebbero essere raggiunte”.

Nel quadro delineato dal gruppo di studiosi delle Nazioni Unite, le fonti rinnovabili sono la nuova frontiera, non solo in fatto di disponibilità e competitività dei costi, ma anche per un assetto energetico mondiale più democratico, visto che tutti i Paesi hanno accesso a una o più fonti di energia rinnovabile, al contrario dei combustibili fossili e nucleari.
Oltre ai benefici per il clima, i documenti del rapporto Ipcc, indicano gli altri vantaggi forniti delle energie rinnovabili compresa la salute e la sicurezza delle forniture, le opportunità di lavoro e tecnologiche per tutti i Paesi e le potenzialità di fornire energia
pulita e conveniente per i due miliardi di persone nelle aree in via di sviluppo, che non hanno accesso, o lo hanno limitato,
all'energia. Il rapporto Ipcc intende fornire a decisori politici, privati e società civile un quadro di riferimento sul potenziale delle energie rinnovabili per la mitigazione del cambiamento climatico e una base conoscitiva per attuare le scelte politiche ed economiche più efficaci.

Il rapporto è scaricabile dalle pagine del sito dell'IPCC e verrà integrato nel più ampio lavoro dell'IPCC in preparazione del "Fifth AssessmentReport (AR5)", che sarà pubblicato nel 2014.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Energia: lo sguardo dei ragazzi http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=225 Quali sono le idee, gli atteggiamenti e le conoscenze dei ragazzi sull’energia e il suo impatto ambientale? Il Consorzio LaMMA e Cnr Ibimet hanno presentato a Terra Futura una prima indagine esplorativa realizzata attraverso un questionario somministrato a circa 180 ragazzi delle scuole superiori di Firenze e Prato.

Lo studio è stato animato da diversi obiettivi. Innanzitutto valutare il livello di conoscenza di base sulle fonti energetiche e sondare il giudizio sulle fonti rinnovabili, in particolare relativamente a fattibilità, vantaggi/svantaggi e ostacoli alla diffusione.  Un altro ambito di analisi ha riguardato l’atteggiamento rispetto alle questioni legate all’energia, la visione dei ragazzi sul futuro prossimo del panorama energetico nonché la loro disponibilità ad accettare cambiamenti.

Il quadro che ha presentato la Dott.ssa Federica Zabini nel corso dell’incontro organizzato sabato 21 maggio a Terra Futura, presenta dati e spunti di interesse che meritano una successiva riflessione.

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Terra Futura: incontri su energia e biochar http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=223 Dal 20 al 22 maggio si svolgerà a Firenze, alla Fortezza da Basso, l'edizione 2011 di Terra Futura.
Segnaliamo due incontri che si svolgeranno il 21 maggio 2011 presso lo Stand della Regione Toscana:

  • dalle 9.30 alle 11.30: Energia e sostenibilità: lo sguardo dei ragazzi - organizzato dal Consorzio LaMMA in collaborazione con Regione Toscana, Ufficio Stampa CNR e CNR Ibimet.

  • dalle 14.30 alle 17.00: Il biochar come strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici:prospettive e opportunita' per i settori agricolo ed energetico nella Regione Toscana - organizzato da CNR Ibimet in collaborazione con Regione Toscana e L'Associazione Italiana Biochar (ICHAR).

Maggiori informazioni nel programma delle iniziative. 

Vi aspettiamo numerosi!

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Energia e biochar a Terra Futura http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=224 Dal 20 al 22 maggio si svolgerà a Firenze, alla Fortezza da Basso, l'edizione 2011 di Terra Futura. Segnaliamo due incontri che si svolgeranno il 21 maggio 2011 presso lo Stand della Regione Toscana:

  • dalle 9.30 alle 11.30: Energia e sostenibilità: lo sguardo dei ragazzi - La percezione dei ragazzi sulle questioni energetiche e il loro impatto ambientale - organizzato dal Consorzio LaMMA in collaborazione con Regione Toscana, Ufficio Stampa CNR e CNR Ibimet.

  • dalle 14.30 alle 17.00: Il biochar come strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici - prospettive e opportunità per i settori agricolo ed energetico nella Regione Toscana - organizzato da CNR Ibimet in collaborazione con Regione Toscana e L'Associazione Italiana Biochar (ICHAR).

Maggiori informazioni nel programma delle iniziative. 

Vi aspettiamo numerosi!

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Emissions trading: regole per i permessi 2013-2020 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=217 La Commissione europea ha stabilito i criteri con cui verranno assegnati alle industrie che rientrano nello schema EU-ETS i "permessi ad emettere" per la fase 2013-2020 del mercato europeo delle emissioni, l'Emissions trading system (Ets).

Anche se la vendita all'asta dei permessi rimarrà la regola, una parte di quote gratuite saranno ancora concesse alle industrie fino al 2020, per ridurre i costi delle industrie energivore e proteggerle dalla concorrenza extraeuropea.

Un trattamento di favore sarà garantito ai settori a rischio di “carbon leakage” ossia quelle produzioni che potrebbero delocalizzare per sfuggire a regole troppo severe sulle emissioni, la cui lista è stata stabilita nel 2009 e comprende settori quali abbigliamento in pelle,  fabbricazione di concimi, di carta e cartone, produzione di zucchero e anche di materiali come alluminio e vetro.

La decisione fissa anche le regole con cui gli Stati membri dovranno calcolare la quota in base alla quale stabilire il numero di permessi da distribuire gratuitamente. Nella maggior parte dei casi la quota sarà pari alla media delle emissioni del 10% di industrie più virtuose a livello europeo per ogni settore. Le industrie a rischio di fuga riceveranno l'intera quota gratuitamente, mentre gli altri settori riceveranno gratis una percentuale di questa quota che scenderà gradualmente dall'80% nel 2013 al 30% nel 2020.

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Foreste e CO2 - Bollettino inverno 2011 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=220 L'Osservatorio Kyoto ha pubblicato il nuovo numero del Bollettino stagionale sull'andamento dei sink delle foreste toscane.
Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste regionali

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino gennaio-marzo 2011 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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I costi del clima nel 2010 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=219 Il 2010 è stato un anno nero per i disastri naturali. Se ne sono accorte le compagnie assicurative, come si evince dal report pubblicato da Munich Re sui costi dei disastri naturali nel 2010.
Le catastrofi naturali nel 2010 sono state 960 e hanno causato perdite economiche per 150 miliardi di dollari mentre le compagnie assicurative hanno sborsato 37 miliardi.
Secondo i calcoli delle compagnie assicrative, è stato l'anno peggiore dal 1980, secondo solo al 2005, l'anno dell'uragano Katrina, che da solo era costato 145 miliardi.
Se i danni non sono attribuibili solo al cambiamento del clima, gli eventi metereologici estremi sono comunque la causa principale di questo record negativo. Ad aggravare il quadro è la tendenza crescente: negli ultimi 30 anni uragani, ondate di calore, freddo o siccità, incendi boschivi, tempeste, alluvioni stanno aumentando di frequenza

Per maggiori info vedere il Report Munich Re  (pdf in inglese)

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
La nuova era tedesca http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=216 La Germania ha scelto di accelerare il processo di "denuclearizzazione", inizialmente previsto per i prossimi 25 anni. Oltre allo spegnimento temporaneo di 7 dei suoi 17 reattori e alla moratoria di tre mesi in cui tutti i reattori tedeschi verranno controllati, è stato sospeso il prolungamento del ciclo di vita operativo delle centrali.
A maggio la quarta potenza economica mondiale si troverà temporaneamente con soli 4 reattori accesi. Il che vuol dire che in quel periodo la percentuale di elettricità prodotta con energie rinnovabili, già oggi al 17% supererà quella prodotta con l'atomo civile.

Le scelte tedesche non sono certamente solo dettate dall'emotività del momento, ma sono la logica conseguenza di una linea politica energetica avviata da diversi anni.

Ad oggi la Germania è infatti la potenza economica che più di ogni altra si è attivamente impegnata per ridefinire in modo strategico un  mondo nuovo dell'energia.
L'obiettivo del governo tedesco è arrivare ad avere entro il 2050 l'80% della produzione di energia elettrica affidata alle rinnovabili.
Dal 1991 la percentuale di energia prodotta dalle rinnovabili è passata dal 3,2% al 17% e nel solo periodo dal 2004 al 2009 è raddoppiata. Dal 2007 al 2009, gli investimenti nelle energie rinnovabili sono passati da 11,4 a 20,4 miliardi di euro. Il fatturato del comparto è sui 21 miliardi di euro: in tre anni è cresciuto di quasi il 40%, nonostante la grande crisi economica e finanziaria internazionale.

INTANTO IN ITALIA...

Nel frattempo in Italia il Governo ha approvato il 3 marzo un Decreto Legislativo che dovrebbe attuare la Direttiva Europea 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, e che invece rappresenta una grave battuta d’arresto nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, tanto più pesante in quanto il settore che colpisce vanta ormai decine di migliaia di occupati diretti e centinaia di migliaia nell’indotto.  

In particolare, la misura più contestata riguarda l'introduzione di modifiche retroattive sugli incentivi, di fatto bloccando, oltre che lo sviluppo futuro, anche i progetti in itinere.

Aldilà di tutto, è evidente che anche alla luce degli eventi del Nord Africa e al gravissimo incidente nucleare in Giappone, è fondamentale ripensare l’intero sistema di approvvigionamento energetico e fare delle scelte strategiche.
Magari prendendo a esempio la Germania...
 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Il 2% del PIL mondiale per occupazione e ambiente http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=214 Investire il 2% del PIL nell'economia verde può mettere in moto il processo di transizione verso un'economia "low carbon".
E' in sintesi la tesi contenuta nel rapporto “Green economy - Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication”, del Programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep).

Se ogni paese investisse il 2% del Pil, circa 1.300 miliardi di dollari complessivamente, in dieci settori chiave, la crescita economica che ne deriverebbe sarebbe maggiore dell'investimento, perdipiù escludendo rischi, scarsità e crisi previsti in uno scenario business as usual.

Oltre alla più alta crescita dell'economia si potrebbe ottenere un innalzamento dei redditi pro capite, con una contemporanea riduzione dell'"impronta ecologica" di quasi il 50% nel 2050 rispetto allo scenario business as usual.

Uno dei dieci settori-chiave individuati nel Rapporto è naturalmente quello energetico. Secondo il documento, investendo l’1,25% del Pil globale nell’efficienza e nelle rinnovabili la domanda mondiale di energia primaria calerebbe del 9% al 2020 e di circa il 40% al 2050, con una crescita dell’occupazione superiore del 20% rispetto allo scenario presente.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Fotovoltaico: raggiunto obiettivo del 2020? http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=213 Nel corso del 2011 potrebbe essere già raggiunto il target di 8.000 MW che il Piano di Azione Nazionale sulle fonti rinnovabili ha previsto per l'anno 2020 per gli impianti fotovoltaici.

Lo ha reso noto il GSE (Gestore Servizi Elettrici) in un'audizione in Senato il 25 gennaio 2011.
A fine 2010, la potenza complessiva degli impianti fotovoltaici in esercizio è pari a 2.800 MW su oltre 140.000 impianti.
Considerando le domande relative all’anno scorso che continueranno ad arrivare al GSE entro fine febbraio, si stima che la potenza complessiva potrebbe aver raggiunto i 3.000 MW su 150.000 impianti. Nel solo 2010, quindi, la nuova potenza fotovoltaica installata sarebbe pari a 1.850 MW, con un incremento del 160% rispetto alla potenza entrata in esercizio nell’anno precedente (711 MW).
Contando anche le 55.000 ulteriori comunicazioni pervenute al GSE su impianti per una potenza di 4.000 MW (in esercizio entro giugno 2011), i numeri diventano davvero  imponenti!

Tutto considerato, quindi, la potenza complessiva degli impianti installati (se pure non ancora tutti collegati alla rete elettrica) potrebbe essere pari, a fine 2010, a 7.000 MW su 200.000 impianti.
A fine 2009 erano 1.142 MW!

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Foreste e CO2 - Bollettino autunnale http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=212 Pubblicato il quarto numero del Bollettino stagionale sull'andamento degli assorbimenti di carbonio delle foreste toscane durante il periodo autunnale.

Dal punto di vista dello scambio netto di CO2 da parte delle foreste, il 2010 si dimostra l’anno migliore, con 13,8 MtCO2 sequestrate, che corrispondono al 43% in più della media 1996-2008 (pari a 9.7 MtCO2).

Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino Ottobre-Dicembre 2010 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
UE supererà obiettivo al 2020. Italia indietro http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=211 L'Europa raggiungerà (e supererà!) l'obiettivo del 20% di energia rinnovabile fissato per il 2020.
Lo afferma uno studio dell'Ewea, l'Associazione europea dell'energia eolica, che ha esaminato i Piani d’azione nazionale dei 27 stati Membri.

I piani energetici mostrano, complessivamente, che la UE a 27 raggiungerà il 20,7% di consumi energetici da rinnovabili sul consumo totale del 2020, con 10 Stati che raggiungeranno i loro obiettivi nazionali e 15 Stati che li supereranno: Bulgaria +2.8%, Spagna +2.7%, Grecia +2.2%, Ungheria +1.7% e Germania +1.6%.
Solo due stati resteranno sotto l'obiettivo fissato dalla Direttiva Ue del 2009: Lussemburgo (-2,1%) e Italia (-0,9%).

Questi risultati mostrano che la maggior parte dell'Unione Europea ha compreso i benefici derivanti dallo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili. Nel 2020, il 34% del fabbisogno europeo di energia elettrica sarà soddisfatto da fonti rinnovabili: eoliche (14%), idroelettriche (10,5%) , biomasse (6,6%), fotovoltaico (2,7%).

L'Italia, secondo lo studio, produrrà il 16,1% dei consumi da fonti rinnovabili contro il 17% stabilito dall'Unione europea.
Saremo quindi costretti a importare energia rinnovabile da paesi non europei vicini, come Albania, Croazia, Serbia e Tunisia. Non c'è male, per la "terra del sole".

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Il successo di Cancun http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=210 A dispetto delle aspettative della vigilia, l'obiettivo della conferenza di Cancun è stato raggiunto. La sfida che la conferenza Onu doveva affrontare era infatti tenere insieme e continuare il processo negoziale degli oltre 190 Paesi riuniti, per il mantenimento di un quadro di impegni vincolanti per il taglio delle emissioni di gas serra.

A Cancun è stato approvato il testo dell'accordo che prevede il taglio delle emissioni del 25-40% rispetto al livello del 1990 entro il 2020 e un pacchetto di fondi  per il trasferimento delle tecnologie pulite e la salvaguardia delle foreste tropicali.
La definizione degli impegni vincolanti Paese per Paese è rinviata alla conferenza del 2011, ultimo momento utile per ratificare un piano globale alla scadenza del protocollo di Kyoto, nel 2012.

Il successo è stato in gran parte dovuto all'abilità diplomatica messicana, che è riuscita a dare spazio a tutti e a metter d'accordo anche i paesi più recalcitranti, Cina e Stati Uniti in primis.
La Cina ha accettato i criteri di trasparenza nei controlli sulle emissioni serra e ha aperto alla possibilità di impegni vincolanti per la fine del decennio. Anche l'India ha adottato una posizione analoga. Queste aperture dei Paesi emergenti hanno ammorbidito e incoraggiato la partecipazione degli Stati Uniti alla trattativa.

Maggiori informazioni sul sito della COP 16 di Cancun

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Conferenza ONU sul clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=209 E' in corso a Cancun (Messico) la Conferenza Onu sul clima, il principale appuntamento del 2010 per i negoziati sul clima.
La COP 16 dovrebbe dettare le linee guida per le future azioni dei governi in materia di riduzione delle emissioni di gas serra per raggiungere l’obiettivo, condiviso a Copenhagen, di contenere il riscaldamento globale entro i due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.

EUROPA - "Per tenere fede a questo obiettivo è necessario un accordo che coinvolga tutti, Paesi sviluppati e in via di sviluppo, e che si muova sui binari dell’attuale Protocollo di Kyoto", è quanto afferma la Commissaria europea al Clima. L’Europa, infatti, chiede a tutti i Paesi di concordare un nuovo trattato climatico, che non lasci il vuoto alla scadenza del Protocollo di Kyoto nel 2012, e che preveda crescenti impegni di riduzione delle emissioni di gas serra, con scadenze precise e legalmente vincolanti.
La posizione europea sembra piuttosto distante dalle intenzioni di molti altri paesi.

USA E CINA - Gli Stati Uniti, dopo le aperture dell'anno scorso, sembrano sempre meno favorevoli all'ipotesi di qualsiasi trattato climatico che preveda quote di riduzione legate a scadenze e sanzioni.
La Cina, pur dichiarandosi disposta a riduzioni volontarie e avendo negli ultimi anni puntato su politiche "low carbon", continua a escludere l’adesione a un nuovo trattato analogo a Kyoto. La questione di fondo è sempre la stessa: i Paesi in via di sviluppo, tra i quali la Cina, chiedono ai Paesi ricchi di assumersi le responsabilità storiche dell'attuale situazione e guidare il processo di diminuzione delle emissioni, secondo il principio delle "responsabilità comuni ma differenziate".

SCIENZA E POLITICA - Intanto, 30 scienziati di diversi istituti di ricerca internazionali, in un rapporto per il Programma Onu per l'ambiente (Unep), hanno messo in luce il divario tra quanto richiede la scienza e quanto promesso dalla politica in tema di cambiamenti climatici e riduzione della CO2: anche se tutti i Paesi rispettassero gli impegni assunti alla Conferenza mondiale di Copenaghen, riusciremmo a coprire solo il 60% dei tagli di gas serra necessari per mantenere il riscaldamento globale entro il limite dei due gradi centigradi.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale della COP 16

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
In silenzio verso la Conferenza ONU sul clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=208 Dal 29 novembre al 10 dicembre a Cancun (Messico) si terrà la Conferenza Onu sul clima, il principale appuntamento del 2010 per i negoziati sul clima.
La COP 16 dovrà dettare le linee guida per le future azioni dei governi in materia di riduzione delle emissioni di gas serra per raggiungere l’obiettivo, condiviso a Copenhagen, di contenere il riscaldamento globale entro i due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.

EUROPA - "Per tenere fede a questo obiettivo è necessario un accordo che coinvolga tutti, Paesi sviluppati e in via di sviluppo, e che si muova sui binari dell’attuale Protocollo di Kyoto", è quanto afferma la Commissaria europea al Clima. L’Europa, infatti, chiede a tutti i Paesi di concordare un nuovo trattato climatico, che non lasci il vuoto alla scadenza del Protocollo di Kyoto nel 2012, e che preveda crescenti impegni di riduzione delle emissioni di gas serra, con scadenze precise e legalmente vincolanti.
La posizione europea sembra piuttosto distante dalle intenzioni di molti altri paesi.

USA E CINA - Gli Stati Uniti, dopo le aperture dell'anno scorso, sembrano sempre meno favorevoli all'ipotesi di qualsiasi trattato climatico che preveda quote di riduzione legate a scadenze e sanzioni.
La Cina, pur dichiarandosi disposta a riduzioni volontarie e avendo negli ultimi anni puntato su politiche "low carbon", continua a escludere l’adesione a un nuovo trattato analogo a Kyoto. La questione di fondo è sempre la stessa: i Paesi in via di sviluppo, tra i quali la Cina, chiedono ai Paesi ricchi di assumersi le responsabilità storiche dell'attuale situazione e guidare il processo di diminuzione delle emissioni, secondo il principio delle "responsabilità comuni ma differenziate".

SCIENZA E POLITICA - Intanto, 30 scienziati di diversi istituti di ricerca internazionali, in un rapporto per il Programma Onu per l'ambiente (Unep), hanno messo in luce il divario tra quanto richiede la scienza e quanto promesso dalla politica in tema di cambiamenti climatici e riduzione della CO2: anche se tutti i Paesi rispettassero gli impegni assunti alla Conferenza mondiale di Copenaghen, riusciremmo a coprire solo il 60% dei tagli di gas serra necessari per mantenere il riscaldamento globale entro il limite dei due gradi centigradi.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
2010: Emissioni in crescita, nonostante la crisi http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=207 A livello globale le emissioni di CO2 non mostrano segnali di arresto e potrebbero raggiungere livelli record nel 2010.
E’ quanto emerge da uno studio che ha coinvolto le Università di Exeter e dell’East Anglia per l’aggiornamento del carbon budget annuale del Global Carbon Project.

A dispetto della crisi economica, le emissioni mondiali di CO2 legate ai combustibili fossili sono state nel 2009 solo dell’1,3% inferiori a quelle del 2008, vale a dire meno della metà di quanto previsto lo scorso anno.
Se nei paesi occidentali la crisi economica ha effettivamente inciso sul calo delle emissioni (nel Regno Unito -8,6% nel 2009 rispetto all’anno precedente), le economie dei paesi emergenti hanno invece continuato a crescere, registrando un incremento delle emissioni di CO2 (Cina +8%, India +6%).
Lo studio prevede che se la crescita economica procederà come atteso, le emissioni da combustibili fossili aumenteranno più del 3% nel 2010, percentuale tra le più alte del periodo 2000-2008.


Una buona notizia, invece, riguarda le foreste: dal 2000 le emissioni causate dalla deforestazione sono diminuite del 25% (rispetto al 1990), principalmente grazie alla minore deforestazione tropicale.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Rinnovabili 2009: produzione cresce del 19% http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=206 Nel 2009 gli impianti alimentati a fonti rinnovabili in Italia hanno raggiunto le 74.282 unità, con una  potenza installata complessiva di 26.519 MW (+11% in un anno).

Rispetto all’anno precedente, il numero degli impianti è più che raddoppiato, sostenuto dalla crescita del solare fotovoltaico che è passato da 32.018 a 71.288 unità.

La potenza installata ha registrato una crescita dell’11%, spinta soprattutto dalla fonte eolica che, solo nell’ultimo anno, ha visto l’installazione di circa 1.360 MW addizionali.

Infine, la produzione degli impianti alimentati con fonti rinnovabili è stata nel 2009 pari a 69.330 GWh, oltre il 19% più elevata rispetto all’anno precedente.

I dati sono contenuti nel rapporto statistico “Impianti a fonti rinnovabili - Anno 2009” pubblicato dal Gestore dei Servizi Energetici GSE, che fornisce un quadro sintetico sulla numerosità, sulla potenza e sulla produzione elettrica degli impianti da fonti rinnovabili a livello nazionale e regionale.

Nel rapporto è stato inserito il parametro “quota rinnovabile regionale” che indica, per ogni Regione, la percentuale dei consumi elettrici soddisfatti con la produzione elettrica da fonte rinnovabile realizzata nella stessa Regione. Questo parametro fornisce una prima indicazione utile in vista della futura ripartizione regionale dell'obiettivo nazionale sulle rinnovabili al 2020 (“burden-sharing” regionale).

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Foreste e CO2 - Bollettino estivo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=205 Pubblicato il terzo numero del Bollettino stagionale sull'andamento degli assorbimenti di carbonio delle foreste toscane durante il periodo estivo.

Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino luglio-settembre 2010 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Trasporti aerei nell ETS http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=204 Il commissario Ue per il clima, Connie Hedegaard, ha annunciato che dal 2012 il settore dell'aviazione civile dell'Unione europea sarà inserito nel sistema dello scambio di emissioni (Emission trading scheme-ETS).
Trattandosi di un settore particolarmente "pesante" dal punto di vista emissivo, è infatti inspiegabile che non sia vincolato a nessun tipo di target di riduzione, come accade invece per molti settori produttivi.

Le emissioni dell'aviazione stanno crescendo più rapidamente rispetto a qualsiasi altro settore e le previsioni indicano che continueranno a crescere. Anche con miglioramenti significativi di efficienza del 2% l'anno, si stima che entro il 2020 le emissioni del trasporto aereo internazionale saranno il 75% in più rispetto ai livelli del 2005.
Nello scenario al 2050 si parla addirirttura di un aumento fra il 300% e il 600%.

Da qui l'iniziativa "unilaterale" dell'Europa di portare i voli europei, responsabili di circa il 35% delle emissioni dei trasporti aerei globali, nello schema europeo dell'Ets.
Il commissario europeo, sottolinenado l'inerzia generale sul tema, ha affermato che l'Europa proporrà ai prossimi negoziati internazionali sul clima di fissare un target globale per il taglio delle emissioni dell'aviazione internazionale del 10% per il 2020 rispetto al livello del 2005.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Agricoltura e foreste a ZeroEmission http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=203 Nell'ambito della manifestazione ZeroEmission Rome 2010 si è tenuta l'8 settembre la conferenza "Agricoltura e foreste: un contributo per le politiche sul clima in Italia", organizzata dal Kyoto Club.

L'incontro è stato aperto dall'intervento di Corrado Clini (Direttore Generale Sviluppo Sostenibile, Clima ed Energia, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), che ha ribadito l'importanza della gestione forestale come presidio del dissesto idrogeologico e l'impegno verso la valorizzazione energetica delle biomasse forestali.

A seguire, una panoramica di Enrico Pompei (Corpo Forestale dello Stato) sull'Inventario Nazionale delle Foreste e del Carbonio (INFC), attualmente disponibile per il 2008 ma che è in fase di aggiornamento. Un elemento di novità è l'integrazione nell'Inventario dei dati sul contenuto di carbonio nei suoli forestali, componente fondamentale dello stoccaggio di CO2 ad opera degli ecosistemi forestali. La pubblicazione dei dati sul suolo è prevista per la fine dell'anno.

Infine l'intervento di Riccardo Valentini (Direttore Dipartimento di Scienze dell'Ambiente Forestale e delle sue Risorse, Facoltà di Agraria, Università degli Studi della Tuscia) sul Registro Nazionale dei Serbatoi di Carbonio, istituito nel 2008 per permettere al nostro Paese di vedersi riconosciuti i crediti derivanti dalle attività forestali. Questo strumento consente di rilevare le porzioni del territorio nazionale che presentano i requisiti per essere annoverate nella contabilità del Protocollo di Kyoto.

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Foreste e CO2 - Bollettino primavera http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=202 L'Osservatorio Kyoto ha pubblicato il secondo numero del Bollettino stagionale sull'andamento dei sink delle foreste toscane.
Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino aprile-maggio 2010 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Al bando il legno illegale http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=201 Il Parlamento Europeo ha approvato una legge che mette al bando in Europa la commercializzazione di legno abbattuto in modo illegale.
La legge prevede rigide norme e sanzioni per tutte le aziende che partecipano alla filiera del legno in Europa e l'obbligo di garantire la tracciabilità del legname fino alla singola area geografica di provenienza.

Questa legge europea, da tempo sollecitata da tante associazioni ambientaliste, rappresenta una grande novità a livello internazionale.

Secondo l'Onu, il legno abbattuto illegalmente rappresenta il 20-40% della produzione mondiale di legno, con gravissime conseguenze sulla deforestazione, la riduzione della biodiversità e, non ultima, la distruzione di importanti sink di assorbimento di CO2.

E l'Europa, perlomeno fino ad ora, è stata un cliente di "tutto rispetto".

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Energia europea rinnovabile http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=200 Il Joint Research Centre (Centro comune di ricerca) dell'Unione europea ha pubblicato il rapporto "Renewable Energy Snapshots".

Le fonti rinnovabili stanno consolidando il loro ruolo nel mercato energetico dell'Ue: nel 2009 hanno rappresentato il 62% della capacità di generazione di nuova elettricità nella UE a 27, con un aumento annuale del 5%.
Il rapporto afferma che le fonti rinnovabili rappresentano il 19,92% (608 terawatt ora, TWh) dell'elettricità consumata dagli europei nel 2009.

L'energia idroelettrica è in testa alla lista, con 11,6%, seguita dall'energia eolica (4,2%) e dalla biomassa (3,5%). L'energia solare ha dato il contributo più basso con appena lo 0,4%». ma, secondo il Ccr, le fonti che dovrebbero generare la maggiore quota di energia sono gli impianti a gas (28 TWh/anno), l'energia eolica (20 TWh) e il fotovoltaico (5,6 TWh).
Se si mantengono i tassi di crescita attuali, le fonti di energia rinnovabile nel 2020 potrebbero coprire circa il 37,5% del totale dell'energia consumata nell'Ue.

Per maggiori informazioni e per scaricare il pdf del rapporto (in inglese) vedere le pagine sul sito del Joint Research Centre

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Emissioni UE in calo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=199 Anche il 2008 ha confermato il trend di diminuzione delle emissioni di gas serra nell'UE a 27 paesi, iniziato nel 2003.
Le emissioni sono state del 2% in meno rispetto al 2007 e dell'11,3% rispetto ai livelli del 1990.
Secondo i dati dell'ultimo ‘Inventario europeo delle emissioni" dell’Agenzia europea dell’ambiente’ (EEA), l'UE-27 ha già raggiunto più della metà del proprio obiettivo di riduzione del 20% di emissioni entro il 2020.

L'aumento del prezzo del carbone e il contemporaneo calo di quello del gas naturale ha portato al maggiore utilizzo del gas naturale per la produzione dell'energia elettrica, con effettivi positivi sulle emissioni di gas serra.
L'uso delle biomasse e di altre fonti rinnovabili è aumentato in modo significativo nel 2008.
Il trend di diminuzione è certamente legato anche alla recessione economica, e probabilmente verrà confermato in modo ancora più netto nel 2009. Dalla seconda metà dell'anno la crisi economica ha infatti contribuito anche alla riduzione delle emissioni di diversi settori tra cui il manifatturiero e l'edile, nonché dei trasporti su strada, colpiti dagli alti prezzi del petrolio.

Se nel complesso l’UE-27 si avvicina alll'obiettivo 2020, l'Italia è ancora distante dagli obiettivi di Kyoto, nonostante tra 2007 e 2008 ci sia stato un calo delle emissioni del 2%.

Alla fine dell'estate 2010, l'EEA pubblicherà le stime preliminari per il 2009, che saranno seguite in autunno da più rapporti completi per analizzare i trend di emissione, l'efficacia delle politiche e dei progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto.

Annual European Union greenhouse gas inventory 1990-2008

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Foreste e CO2 - Bollettino invernale http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=198 L'Osservatorio Kyoto ha pubblicato il primo numero del Bollettino stagionale sull'andamento dei sink delle foreste toscane.
Il lavoro rientra nell'ambito della contabilizzazione regionale degli assorbimenti di CO2 da parte delle foreste toscane.

Il risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di tecnologie innovative capaci di misurare i flussi di carbonio tramite modellizzazione (Biome-BGC+C-Fix), integrata con dati telerilevati ed ancillari (mappe di suolo, volume, meteorologiche, ecc.).

Il Bollettino gennaio-marzo 2010 mostra come le foreste toscane hanno reagito alle condizioni meteorologiche del periodo, sia relativamente alla fotosintesi che alla respirazione e allo scambio di CO2 e acqua. Tutte informazioni che permettono di valutare lo "stato delle foreste" in senso più ampio.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Codice Forestale Camaldolese e sostenibilità http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=194 Per oltre otto secoli i monaci Camaldolesi hanno gestito le foreste e l’agricoltura nell’Appennino centrale dando vita a un modello di tutela delle risorse naturali flessibile e durevole, creando un'economia florida e costruendo un tessuto sociale esemplare. In sintesi hanno coltivato la foresta casentinese, trasformandola in quello che noi conosciamo oggi.
Per comprendere e recuperare i segreti di questo antico sapere il 28 maggio, presso il Monastero di Camaldoli, viene presentato il primo volume, di una serie di quattro, realizzato dall’Osservatorio Foreste in collaborazione con il Collegium Scriptorium Fontis Avellanae e intitolato Il Codice Forestale Camaldolese. Le radici della sostenibilità.
Al libro si affianca  il lavoro di digitalizzazione del Codice forestale camaldolese, una banca dati on-line che contiene libri, fondi, fogli sparsi e lettere prodotti dai monaci in 857 anni e custoditi presso la biblioteca e l’archivio di Camaldoli, l’Archivio di Stato di Firenze e in numerose collezioni private. Un complesso lavoro archivistico che permette oggi di accedere attraverso un unico canale digitale all’insieme di norme e disposizioni elaborate nei secoli dai monaci.

La giornata di studio diventa quindi lo spunto per una riflessione scientifica sul problema della gestione territoriale e in particolare delle foreste. Attraverso le testimonianze di ricercatori e tecnici forestali, il convegno punta ricostruire la complessità e l’efficienza di un sistema consolidato nel tempo, che rappresenta ancora oggi un modello utile per una gestione attiva e sostenibile delle risorse ambientali.
Per informazioni e iscrizioni al convegno: www.codiceforestale.it

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Osservatorio Kyoto a Terra Futura http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=196 L'Osservatorio Kyoto sarà a Terra Futura 2010, Fortezza da Basso di Firenze, dal 28 al 30 maggio. Venite a trovarci presso lo stand del Consorzio LAMMA, area Regione Toscana all'interno del Padiglione Spadolini.

Vi segnaliamo 3 workshop a cura del Consorzio LAMMA:

Venerdì 28 maggio
ore 9.30-10.30 Sala Generale Stand Regione Toscana
workshop IL METEO IN TOSCANA: DALL’OSSERVAZIONE ALLA PREVISIONE
A cura di Consorzio LAMMA e ARSIA
Intervengono NICOLA MUSETTI, funzionario Arsia • TOMMASO TORRIGIANI, Consorzio Lamma.

ore 10.30-11.30 Sala Generale Stand Regione Toscana
workshop LE FORESTE TOSCANE PER LA SOSTENIBILITÀ. UNA RISORSA DA PROTEGGERE
A cura di Consorzio LAMMA e ARSIA
Intervengono RAMONA MAGNO, esperta Cnr Ibimet, Consorzio Lamma • ALESSANDRO GUIDOTTI, Arsia.

Sabato 29 maggio
ore 10.00-12.00 Sala Generale Stand Regione Toscana
workshop IL SERVIZIO METEO REGIONALE PER IL RISCHIO INCENDI BOSCHIVI: PROSPETTIVE E SVILUPPI
A cura di Consorzio LAMMA
Intervengono GIOVANNI VIGNOZZI, Regione Toscana, RICCARDO MARI, Consorzio Lamma, LAURA BONORA, Cesia, GIACOMO PACINI, Regione Toscana, LORENZO BOTTAI, Consorzio Lamma.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
USA: al Senato la legge sulle emissioni http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=193 E’ al vaglio del Senato americano il disegno di legge che dovrebbe regolamentare la riduzione di emissioni negli Stati Uniti e creare un sistema di mercato per ridurre le emissioni di gas serra.
Il cosiddetto American Power Act è in realtà molto più morbido rispetto a quanto previsto dal programma di Obama, e presenta diverse concessioni a nucleare, carbone, petrolio e biocarburanti.

Riduzione emissioni
Conferma l’obiettivo nazionale assunto dagli Usa a Copenhagen di ridurre entro il 2020 le emissioni del 17% rispetto ai livelli del 2005.
Entro il 2013 gli Usa dovranno tagliare la CO2 del 4,75% rispetto ai livelli del 2005.
Per il 2030 del 42% ed entro il 2080 dell’83%.

Sistema di scambio delle emissioni
E’ prevista per il 2013 l’attivazione del sistema di scambio delle emissioni di tipo cap-and trade che inizialmente interesserà solo il settore elettrico e le raffinerie.
Di fatto il sistema proposto si traduce in un meno 3-4% considerando la baseline 1990, quella, per intendersi, riferimento per il protocollo di Kyoto.
Il sistema prevede un ricorso massiccio ai meccanismi di compensazione: fino a 2 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, anziché essere ridotte, potranno essere ”compensate” con progetti vari.

Lo scotto da pagare: i "regali" a carbone, petrolio, nucleare
L’utilizzo dei biofuel è considerato dalla nuova legge “emission-free”, a prescindere da quale sia l’impatto emissivo dei vari biocarburanti nel loro ciclo di vita.
Il carbone beneficia di finanziamenti per ridurre le emissioni e sviluppare la cattura della CO2. Notevoli i “regali” fatti al nucleare in termini di fondi di garanzia aggiuntivi, semplificazione degli iter autorizzativi e fondi per la ricerca.

Volendo essere ottimisti, comunque, se la legge superasse anche l’ultimo ostacolo in Senato, sarebbe un passo avanti, per quanto modesto.

Il testo del disegno di legge è consultabile sul sito del Senatore John Kerry: http://kerry.senate.gov/americanpoweract/intro.cfm

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Roadmap energetica per il 2050 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=191 Durante il G8 del 2009 i leader europei hanno annunciato l'obiettivo di ridurre nel 2050 le emissioni di gas serra di almeno l'80% rispetto al 1990, obiettivo poi confermato dal Consiglio Europeo.
A sostegno di questo impegno, l'European Climate Foundation ha avviato un'analisi per investigare la fattibilità tecnica ed economica di quest'obiettivo, comprendere le possibili strade per raggiungerlo e analizzare le implicazioni per il sistema energetico europeo sul breve periodo (5-10 anni).

I risultati dello studio sono raccolti nel documento “Roadmap 2050. Practical guide to a prosperous low carbon Europe”, curato dall’istituto di ricerca economica McKinsey.

Il rapporto conferma che è impossibile riuscire a ridurre dell’80% le emissioni di gas serra al 2050 senza una “decarbonizzazione” del settore della produzione elettrica, ottenibile principalmente attraverso la diffusione delle rinnovabili elettriche (solare fotovoltaico ed eolico in primis).

La sfida non è tanto sul piano tecnologico, quanto su quello dell'aumento della potenza e della diffusione delle reti di distribuzione locali, delle smart grid e dell’utilizzo dell’information technology per la loro operatività, per garantire l'affidabilità del sistema energetico europeo.

Per poter raggiungere i traguardi nel 2050 è quindi fondamentale, da subito, una maggiore intensità di investimenti e una forte spinta nella realizzazione di impianti e infrastrutture.

Il lavoro è molto articolato e comprende analisi tecniche ed economiche e di policy. E' scaricabile in formato .pdf dal sito http://www.roadmap2050.eu

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Il carbone della Banca Mondiale http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=192 La Banca Mondiale ha approvato un prestito di 3,75 miliardi dollari alla multinazionale sudafricana del settore estrattivo Eskom per costruire due centrali elettriche a carbone in Sudafrica, che saranno tra le più grandi ed inquinanti del mondo: si calcola che produrranno ogni anno 25 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

Il finanziamento è stato approvato nonostante il dissenso di importanti membri della Banca Mondiale: Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Norvegia e Italia, che però, va detto, non hanno votato contro ma si sono limitati all’astensione, di fatto avallando la scelta della World Bank.

Secondo quest'ultima il progetto serve a risolvere nel modo più conveniente la carenza di elettricità che affligge il paese e che potrebbe comprometterne la crescita economica.
Diverso il parere delle circa 200 associazioni ambientaliste e umanitarie che hanno espresso la loro contrarietà al prestito, sostenendo che farà poco contro la povertà e molto contro l’ambiente.

Secondo alcuni il vero obiettivo del finanziamento è quello di assicurare la fornitura ininterrotta di energia alle grandi corporations (fonderie, imprese minerarie..) e non ha niente a che vedere con i milioni di poveri che non possono permettersi o non hanno accesso all'elettricità e che dovranno viceversa sopportare il peso di costi nascosti in termini di impatto sulla salute e di inquinamento delle risorse naturali.

Suona comunque "strano" che la Banca mondiale, che ha fatto di tutto per acquisire il controllo dei finanziamenti internazionali ai Paesi in via di sviluppo per affrontare i cambiamenti climatici, destini fondi così cospicui per l'energia dal carbone, non proprio "alleata del clima".

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
“Comuni Rinnovabili 2010” http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=190 Legambiente ha pubblicato il rapporto annuale sulle energie rinnovabili nei Comuni italiani.
Nonostante gli ostacoli, dovuti soprattutto all'inadeguatezza della rete elettrica e ai vincoli normativi, i dati sono incoraggianti e segnano una crescita della diffusione delle rinnovabili sul territorio.

825 comuni producono da fonti pulite più energia elettrica di quanta ne consumano; 24 superano il proprio fabbisogno termico (grazie a impianti di teleriscaldamento collegati a impianti da biomasse o da geotermia) e 15 sono “rinnovabili al 100%” cioè soddisfano con fonti pulite i fabbisogni sia elettrici che termici dei cittadini.
È il caso del Comune vincitore assoluto della classifica di Legambiente, Sluderno (Schluderns), in Val Venosta: 1800 abitanti e 960 mq di pannelli solari termici, 512 kW fotovoltaico, 4 micro impianti idroelettrici per un totale di 232 kW, una turbina eolica da 1,2 MW e, per il riscaldamento domestico, impianti cogenerativi a biomasse o biogas locale, con una potenza complessiva di 6.200 kW termici.

Anche aldilà delle eccellenze, sono comunque tante le esperienze positive, che rivelano che molte realtà locali sono pronte per la sfida dell’obiettivo europeo al 2020, pur mancando una strategia nazionale, nonostante a giugno, l'Italia dovrà comunicare all’UE il piano nazionale per rientrare nell’obiettivo al 2020 del 17% di rinnovabili.

Il rapporto “Comuni Rinnovabili 2010” è scaricabile sul sito di Legambiente all'indirizzo:
http://www.legambiente.eu/documenti/2010/0323_ComuniRinnovabili/

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Certificazione energetica degli edifici http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=189 Dal 18 marzo, con l’entrata in vigore del regolamento regionale (DPGR 25 febbraio 2010, n. 17/R), anche in Toscana scatterà l'obbligo di produrre un attestato di certificazione energetica per gli edifici di nuova costruzione, per quelli sottoposti a ricostruzione in seguito a demolizione e per quelli che devono essere venduti o affittati.

Obiettivo del regolamento è spingere cittadini ed imprese a migliorare le qualità energetiche dei propri edifici, adottando accorgimenti (coibentazioni, caldaie ad alta efficienza, interventi sui serramenti, ecc.) in grado di far risparmiare sui consumi invernali ed estivi e quindi di produrre nel tempo benefici economici per i cittadini ed effetti positivi sull'ambiente.

La certificazione energetica sarà indispensabile per poter ottenere i certificati di abitabilità o di conformità.
In caso di vendita o di affitto, se l'edificio non è dotato della certificazione energetica, automaticamente sarà collocato nella classe G, quella più bassa, che segnala la pessima qualità energetica della struttura, con possibili ripercussioni sul canone di affitto o sul prezzo di vendita.

Cittadini, imprenditori e amministrazioni pubbliche potranno trovare utili indicazioni per sapere come fare per attenersi alla nuova regolamentazione, quali sono gli immobili che sono esclusi dai nuovi adempimenti, e quali i costi stimati, collegandosi allo “Sportello energia” della Regione Toscana.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Focal point a supporto delle strategie regionali http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=188 Il 16 febbraio, anniversario dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, si è tenuto il workshop "Osservatorio Kyoto: il focal point a supporto delle strategie regionali".
L'incontro è stato organizzato da Regione Toscana e Consorzio LaMMa per ufficializzare l'attivazione del Focal Point dell'Osservatorio Kyoto presso il Consorzio LaMMa e, con l'occasione, discuterne le funzioni e gli obiettivi.

Hanno introdotto i lavori Gaetano Zipoli di IBIMET CNR e Maurizio Baudone del Consorzio LaMMa. Nel corso della mattinata ci sono stati i seguenti interventi, le cui presentazioni sono disponibili in pdf:

Osservatorio Kyoto e Focal point
Valentina Grasso (IBIMET CNR)

La contabilizzazione delle emissioni dei gas serra
Mario Romanelli (Regione Toscana)

Gli obiettivi di Kyoto nella programmazione regionale
Moreno Mugelli (Regione Toscana)

Linee guida della rete Cartesio per la riduzione dei gas serra
Fabio Iraldo (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa)

Al termine delle presentazioni c'è stata la discussione e gli interventi del pubblico, coordinati da Edo Bernini, dirigente del Settore Miniere e Energia della Regione Toscana.

Ha concluso i lavori l'intervento dell'Assessore regionale alla Tutela dell’ambiente e energia Anna Rita Bramerini.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Inaugurazione del Focal Point http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=187 Il 16 febbraio, anniversario dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, si terrà il workshop "Osservatorio Kyoto: il focal point a supporto delle strategie regionali".
L'incontro è organizzato da Regione Toscana e Consorzio LaMMa per ufficializzare l'attivazione del Focal Point dell'Osservatorio Kyoto presso il Consorzio LaMMa e, con l'occasione, discuterne le funzioni e gli obiettivi.

Programma

Ore 9,30
Introduzione ai lavori
Gaetano Zipoli (IBIMET CNR)
Maurizio Baudone (Consorzio LaMMa)

Osservatorio Kyoto e Focal point
Valentina Grasso (IBIMET CNR)

La contabilizzazione delle emissioni dei gas serra
Mario Romanelli (Regione Toscana)

Gli obiettivi di Kyoto nella programmazione regionale
Moreno Mugelli (Regione Toscana)

Linee guida della rete Cartesio per la riduzione dei gas serra
Fabio Iraldo (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa)

Coffee break

Ore 11,30
Discussione e interventi del pubblico
Coordina: Edo Bernini (Regione Toscana)

Ore 12,30
Conclusioni di Mauro Grassi, Direttore Generale Politiche territoriali e ambientali della Regione Toscana.

Il workshop si terrà presso la Saletta Convegni (Aula 2) del Polo Scientifico Area della Ricerca CNR, in Via Madonna del Piano, 10 a Sesto Fiorentino www.lamma.rete.toscana.it/ita/presen/index.html

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Accordo di Copenaghen: debole il primo passo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=186 Il 31 gennaio è scaduto il termine per l'adesione, da parte degli Stati firmatari dell'accordo di Copenaghen, all'impegno di riduzione dei gas serra entro il 2020.

Sono 55 (su 190 firmatari) i Paesi che hanno rispettato la scadenza, comunicando alle Nazioni Unite i propri impegni, ma tra questi ci sono i più grandi emettitori mondiali di gas serra, rappresentativi dei 3/4 delle emissioni mondiali: Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e il blocco di paesi del Basic, Brasile, Cina, India e Sud Africa.

Nessuna sorpresa per quanto riguarda l'effettiva consistenza degli impegni: i tagli alle emissioni sono sostanzialmente gli stessi di quelli resi noti prima del summit di dicembre in Danimarca, sono molto lontani dall'obiettivo dichiarato nell'Accordo di Copenaghen di contenere l'innalzamento della temperatura entro i 2 gradi centigradi.

L'Unione Europea conferma l'intenzione di ridurre le emissioni del 20% rispetto al 1990, il Giappone promette il 25%, la Cina dichiara di tagliare del 40-45% la sua "intensità di carbonio" per unità di prodotto rispetto ai livelli del 2005, gli USA s'impegnano a ridurre del 17%, ma rispetto al 2005, dunque il 3% se rapportato al 1990.

Apprezzabile lo sforzo del Brasile, della Corea del Sud e del Sud Africa, che si sono formalmente impegnati per l'ambiente rispettivamente con il 39%, il 30%, il 34% delle riduzioni rispetto allo scenario "business as usual" (BAU), ovvero livello di emissioni che raggiungerebbe al 2020 senza politiche correttive.

Va ricordato che tutti questi impegni sono per ora di natura volontaria, non sono in alcun modo vincolanti e sono comunque subordinati alla firma di un accordo globale che dovrebbe essere sottoscritto nel corso della conferenza che si terrà a Cancun (Messico) alla fine del 2010.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
2010 Anno della Biodiversita http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=184 Il 2010 è stato proclamato dalle Nazioni Unite anno Internazionale della Biodiversità.
Quest’anno si chiude infatti il “Countdown 2010”, il conto alla rovescia iniziato formalmente nel 2002, quando i governi che avevano sottoscritto nel 1992 la Convenzione per la diversità biologica (CBD) si proposero l'obiettivo di raggiungere entro il 2010 una significativa riduzione della perdita di biodiversità a livello globale, nazionale e regionale.
Anche l'ONU ha inserito questo obiettivo tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals), una lista di sette traguardi fondamentali per la salvaguardia della Terra: i punti principali riguardano la protezione dei mari, della fauna a rischio d'estinzione e della flora distrutta dalla deforestazione.

Il 2010 è arrivato, ma per il momento i risultati sono inferiori a quelli sperati.

L'iniziativa delle Nazioni Unite per quest’anno si propone di aumentare la consapevolezza del ruolo fondamentale che la biodiversità svolge nell’assicurare la vita sulla Terra.
In tutto il mondo si svolgeranno attività di comunicazione e sensibilizzazione sul problema della biodiversità.

L’Unione Europea lancerà ufficialmente una campagna di comunicazione a sostegno dell’Anno Internazionale della biodiversità il 26 gennaio a Madrid.
L'obiettivo della campagna è aumentare la consapevolezza della perdita di biodiversità e, allo stesso tempo, mostrare come è possibile rallentarla e promuovere azioni positive.
Intanto, il 19 gennaio la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione in cui dà indicazioni sugli obiettivi e i target europei per la biodiversità che dovranno dar vita alla strategia europea per il post 2010.

Nei prossimi mesi sarà disponibile il terzo volume della CBD, il Global Biodiversity Outlook, pubblicazione d’informazione sulle tematiche legate alla biodiversità e sulle azioni fatte fino a questo momento.

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Rinnovabili: il Governo contro la legge toscana http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=185 Il Governo ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge regionale n. 71/2009 della Regione Toscana,  “Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia)”.

La motivazione addotta dal Governo è che alcune disposizioni sono "in contrasto con la legislazione statale in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale di energia, e con la competenza statale in materia di tutela della concorrenza”.

In particolare, il Governo sembra non approvare la semplificazione delle procedure che, ad esempio, permette oggi in Toscana di avviare i lavori per costruire un impianto fotovoltaico fino a 200 kw con una semplice Dia (dichiarazione inizio attività), mentre le norme nazionali fissano questo tetto a 20 kw.

Per il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, si tratta di un ricorso “assurdo e incomprensibile”, contro una legge che "semplifica e velocizza le procedure per la realizzazione di impianti alimentati con energie rinnovabili. Un comportamento a dir poco contraddittorio: da una parte a parole si vuole sburocratizzare, dall’altra si ricorre contro le leggi che vanno proprio in quella direzione”.

Intanto, non resta che attendere l'esito del ricorso.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Osservatorio Kyoto a "Energia 2010" http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=179 Dal 15 al 17 gennaio a Pisa si terrà una manifestazione volta alla divulgazione ed alla promozione delle nuove tecnologie applicate alla produzione energetica attraverso fonti rinnovabili e all'edilizia ecosostenibile.
L’iniziativa, organizzata dall'Associazione Attuttambiente, si inserisce nel contesto degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto e in linea con le politiche territoriali e ambientali della Regione Toscana per l’incentivazione all’uso di fonti alternative al petrolio e per l’abbattimento dei gas climaletranti.
L'iniziativa vuole off rire una panoramica sulle off erte di Enti ed Aziende (pubbliche e private) operanti nel settore delle energie rinnovabili e dell’edilizia sostenibile ed essere un’occasione di aggregazione tra le varie realtà pubbliche e private per coordinare insieme azioni comuni.

L'Osservatorio Kyoto parteciperà all'iniziativa con un intervento sulla comunicazione della sostenibilità, nel quale si farà un quadro delle possibili modalità di dialogo e di coinvolgimento dei cittadini e, in generale, dei diversi gruppi sociali, per una migliore attuazione di politiche sostenibili.

Maggiori informazioni e il programma completo sono disponibili sul sito http://www.attuttambiente.org

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
"Toscana CO2" - valutazioni economiche http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=181 "Toscana CO2: prime valutazioni sulla sfida dei cambiamenti climatici" è il titolo di una ricerca coordinata da Irpet per conto della Regione Toscana, pubblicata nel novembre 2009, e in parte ripresa nel recente documento di Irpet "Toscana 2030".

Il documento si compone di due parti:
1) un'analisi di natura sperimentale, ma il più possibile dettagliata, degli effetti locali del cambiamento climatico per la Toscana.
2) un confronto delle stime sull'impatto economico del surriscaldamento globale con quelle relative alle misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici indotti da questo surriscaldamento. La metodologia usata è incentrata sostanzialmente sull'analisi costi-benefici in linea con la trada aperta a livello planetario dal rapporto Stern del 2006).

L'obiettivo di fondo del documento, come spiega nell'introduzione Mauro Grassi della direzione generale Politiche  territoriali e ambientali della Regione, non è tanto quello di fare previsioni per il futuro, ma di contribuire all'apertura di un «laboratorio dove poter mettere in chiaro, con gradualità, conoscenze, esperienze e proposte che interessino altri attori, dentro e fuori l'amministrazione regionale». Ciò, a sua volta, è finalizzato a «cogliere nelle politiche regionali l'embrione di azioni significative rivolte a creare le condizioni sia per incidere nel contrasto ai cambiamenti climatici, sia per adattarsi a quelli già in atto».

Uno spunto di riflessione per trasformare la rincorsa all'adattamento/mitigazione al cambiamento climatico in una strategia per nuova economia regionale, che possa fornire un contributo all'evoluzione del sistema economico nazionale in modo ambientalmente più sostenibile.

Documenti download:

"Toscana CO2: prime valutazioni sulla sfida dei cambiamenti climatici" (PDF)

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Gelo a Copenaghen http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=178 Il vertice si è chiuso sabato, con un accordo politico, non vincolante e generico firmato dai 193 Paesi partecipanti al summit climatico delle Nazioni Unite. L’intesa era stata raggiunta venerdì sera dal presidente americano Barack Obama e sottoscritta dai rappresentanti di Cina, India e Sudafrica.

Alla fine, fra proteste e delusioni, sabato mattina anche i Paesi in via di sviluppo hanno ceduto e «hanno preso nota» dell'Accordo di Copenaghen. Anche l’Ue, che non aveva partecipato all’incontro quadrilaterale promosso da Obama, ha siglato il documento, fra tante incertezze, solo perché sembrava essere ormai l’unico accordo possibile, anche se ampiamente al di sotto delle attese e delle ambizioni europee.
 
L’accordo è un documento di appena 3 pagine che fissa come obiettivo generale il limite di riscaldamento del pianeta a 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali e prevede 30 miliardi di dollari su tre anni per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici sul breve periodo (il cosiddetto “fondo di partenza rapida”).
 
“L'accordo è stato siglato, si tratta di una prima tappa essenziale. La tempestica non è chiara, ma faremo di tutto perché l'accordo diventi legalmente vincolante entro il 2010”, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. 
Aldilà dei tempi di attuazione, il fatto è che l’accordo lascia irrisolte le questioni principali della trattativa climatica globale, evidenzia la grossa frattura tra Nord e Sud del mondo e mostra che il gioco è in realtà legato agli equilibri economico-politici tra Cina e America.
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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Copenaghen: due bozze di trattato http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=177 Ad oggi, visto lo stato dei negoziati, sembra difficile che nei prossimi giorni si possa giungere ad un nuovo Trattato legalmente vincolante, che definisca obblighi per il periodo successivo al 2012 (quando termina il primo periodo di impegni del Protocollo di Kyoto). La possibilità, auspicata alla vigilia della conferenza, sembra piuttosto lontana e l’ipotesi di un accordo solo “politicamente vincolante” sembra essere l’esito più verosimile.

Le questioni fondamentali da risolvere per sbloccare le negoziazioni sono diverse:

  • gli obiettivi di riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati ed economicamente avanzati
  • le azioni di mitigazione per i Paesi in via di sviluppo (PVS)
  • i contributi per i finanziamenti urgenti e immediati per i PVS (“fast start funding”), come anche quelli nel lungo termine.

Attualmente sono state elaborate due bozze di trattati, entrambe ancora con molti punti interrogativi.

Un trattato climatico ex novo
La bozza di trattato presentata dal gruppo denominato AWG-LCA (“ad hoc working group on long term cooperative action”) , prevede la riduzione globale dei gas serra entro il 2050 di almeno il 50% rispetto ai livelli del 1990.
E’ un trattato ex novo che favorirebbe l’adesione degli Stati Uniti (che sono fuori dal Protocollo di Kyoto) e imporrebbe impegni più stringenti ai Paesi in via di rapido sviluppo come Cina e India.
La divisione degli impegni, cui tutti i Paesi dovrebbero sottostare, vedrebbe il gruppo degli industrializzati caricarsi dei maggiori oneri di riduzione: 25%-40% entro il 2020; e 75%-90% entro il 2050. I Paesi in via di sviluppo, si impegnerebbero a ridurre del 15%-30% entro il 2020, supportati da consistenti programmi di aiuti e di assistenza tecnologica (ancora tutti da verificare).

Riedizione del Protocollo di Kyoto
La proposta avanzata dal gruppo AWG-KP (“ad hoc working group under Kyoto Protocol”) consiste in una riedizione dell'attuale protocollo di Kyoto, da rendere operativo oltre la scadenza del 2012.
L’obiettivo è quello di definire gli ulteriori impegni dei Paesi industrializzati che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto, sviluppando proposte di emendamenti del Protocollo di Kyoto e definendo gli impegni di riduzione delle emissioni quantificati per i Paesi industrializzati nel periodo post-2012.

Differenze e discussione
La differenza sostanziale tra le due bozze sta nel fatto che un trattato climatico ex novo, come quello elaborato da AWG-LGA, anche nell’ottimistica ipotesi che venisse firmato all'unanimità da capi di Stato e di governo riuniti a Copenhagen, prevede un lungo processo di ratifica da parte dei parlamenti dei singoli stati aderenti.
Invece, un rilancio con nuovi obiettivi dell'attuale Protocollo di Kyoto avrebbe valore vincolante immediato per tutti i Paesi che l'hanno già adottato, tranne per gli Stati Uniti i quali dovrebbero decidere di entrarci in questa seconda fase.

Entrambe le bozze serviranno come piattaforma di discussione.
Sta al primo ministro danese Lars Rasmussen prospettare ai capi di Stato e di governo la soluzione più praticabile, per esempio l'unificazione delle due bozze di trattato in un testo accettato da tutti.

Le bozze sono disponibili sul sito della UNFCCC, in inglese.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Cambiamenti climatici e popoli indigeni http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=176 Survival International, organizzazione internazionale a sostegno dei popoli indigeni, ha  pubblicato un rapporto, "La verità più scomoda di tutte. Cambiamenti climatici e popoli indigeni", che mette in luce come alcune politiche climatiche penalizzino i popoli indigeni, già  provati dagli effetti dei cambiamenti climatici.

La "verità più scomoda" è che governi e società stanno violando, in nome della lotta al cambiamento climatico, i diritti dei popoli indigeni, mettendo in atto un gigantesco furto di terre e agendo in nome del business, più che della politica per il clima, la sostenibilita e la "giustizia climatica".

Uno degli esempi è legato agli agri - biocarburanti. La maggior parte delle terre destinate alla coltivazione di biocarburanti è dei popoli indigeni e se l'espansione dei biocarburanti continuerà come previsto, sessanta milioni di persone - secondo il Rapporto - rischieranno di perdere il loro terreno e i mezzi di sostentamento.

Anche la costruzione di grandi dighe per la produzione di energia idroelettrica sta sfrattando migliaia di indigeni dalle loro case.

Il pericolo forse maggiore deriva dal fatto che le foreste dei popoli indigeni stanno acquisendo un crescente valore economico, in seguito al boom del mercato dei crediti di carbonio. I popoli indigeni sostengono che la compra-vendita delle quote del carbonio provocherà sfratti forzati e li deruberà delle loro terre.

Questo rapporto mette a nudo l’iniquità di alcune politiche climatiche globali. Anche in vista della Conferenza di Copenaghen, punta l'attenzione sulla necessità di cercare soluzioni che siano eque, che garantiscano la partecipazione anche delle comunità (e non solo degli Stati),  e che considerino anche aspetti quali la "qualità della vita", e non solo la quantificazione e commercializzazione di ogni aspetto della vita umana, che porta allo sfruttamento di tutto (acqua, aria, terra, foreste…) e tutti (ma soprattutto popoli e comunità povere e/o marginalizzate) in nome del profitto.

Il Rapporto è scaricabile dal sito web di Survival: http://www.survival.it/

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Verso Copenaghen http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=175 Il summit di Copenaghen è la data ultima per trovare un accordo globale per ridurre in maniera significativa le emissioni di anidride carbonica (CO2) provocate dalla produzione d’energia, dalle attività industriali, dai mezzi di trasporto e dalla deforestazione.
I 188 Paesi firmatari della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si incontreranno dal 7 al 18 dicembre per definire un accordo che faccia seguito al Protocollo di Kyoto.
Al centro della discussione c’è la definizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni che i diversi paesi dovranno rispettare.
L’obiettivo generale è mantenere l'innalzamento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi, così come affermato dall’IPCC, organismo internazionale incaricato dalle Nazioni Unite di passare in rassegna la letteratura scientifica mondiale sul cambiamento climatico e sintetizzarne i risultati più rilevanti.

Uno dei nodi da sciogliere è  come distribuire le responsabilità, e quindi i tagli delle emissioni, tra i vari paesi. Un aspetto decisivo riguarda il coinvolgimento dei paesi in via di sviluppo, Cina e India in primis, fino ad ora esclusi dagli impegni del protocollo di Kyoto, ma attualmente divenuti “grandi emettitori”.
Un’altra questione annosa è in che misura i paesi occidentali, grandi colpevoli della situazione attuale, decideranno di aiutare economicamente i paesi poveri che subiranno in modo più pesante le conseguenze dei cambiamenti climatici, pur avendo minori responsabilità nell’evoluzione climatica del pianeta.

Stando agli ultimi eventi, però, in particolare al vertice Usa – Cina, sembra che non ci siano le condizioni politiche perché a Copenaghen si arrivi alla sottoscrizione di obiettivi quantificati e legalmente vincolanti e di impegni finanziari precisi.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
"Sportello energia" della Regione Toscana http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=174 La Regione ha attivato lo 'Sportello energia', uno spazio web dedicato alle energie rinnovabili, con suggerimenti per risparmiare con le fonti pulite e tutte le informazioni per seguire da vicino l’evoluzione di uno dei settori più strategici per un futuro ecoefficiente e ambientalmente compatibile.

Il sito "ha una funzione di servizio per cittadini, enti locali e imprese - ha spiegato l'assessore all'energia e all'ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini. Con questa iniziativa ci siamo posti l'obiettivo di informare e sensibilizzare tutti; vogliamo cogliere gli obiettivi che si e' posta l'Unione europea e che abbiamo messo alla base del nostro Piano energetico: sviluppare le fonti rinnovabili, migliorare la nostra efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas serra''. E ancora: "Forniamo un servizio agile, flessibile e interattivo a cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche, invitandoli al risparmio energetico e, perché no, a quello economico, semplificando l’accesso alle opportunità che offre questo settore e pubblicizzando i finanziamenti che anche la Regione mette loro a disposizione".

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Premio Toscana Ecoefficiente 2009 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=171 È uscito il bando per l’assegnazione del Premio “Toscana ecoefficiente”, che intende dare riconoscimento ufficiale e far conoscere i più significativi contributi per la gestione intelligente delle risorse ambientali e territoriali e per la conservazione del patrimonio naturale toscano.

Il bando si rivolge a tutti i soggetti (pubblici, privati, associazioni, singoli cittadini) che hanno concretamente innovato processi, sistemi, tecnologie e prodotti in un'ottica di ecoefficienza, sviluppo sostenibile, condivisione di buone pratiche ambientali, rispetto degli aspetti etico-sociali, qualità e sostenibilità della vita dei cittadini.

Gli ambiti sono:

  • uso dei materiali, riduzione, riuso e valorizzazione dei rifiuti
  • acqua
  • edilizia e abitare sostenibile
  • consumo
  • energia e fonti rinnovabili
  • pianificazione urbanistica
  • prodotti e servizi di design sostenibile
  • mobilità sostenibile

 La domanda di partecipazione deve essere inviata entro il 31 dicembre 2009.

Per maggiori informazioni e per scaricare il testo del bando: http://www.regione.toscana.it/premioecoefficiente



 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Piano europeo sulla mobilità urbana http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=173 L'UE ha adottato il 30 settembre 2009 un piano d'azione per rendere il trasporto urbano più efficiente e sostenibile nell'arco dei prossimi quattro anni.
Il Piano d’azione propone 20 misure per incoraggiare e aiutare le autorità locali, regionali e nazionali  a raggiungere gli obiettivi per una mobilità urbana sostenibile.
Si tratta del primo programma europeo globale di sostegno in materia di mobilità urbana.
L’ottica dell’Unione europea è quella di sostenere le scelte delle autorità locali e incoraggiare lo sviluppo di una nuova cultura della mobilità urbana in Europa, senza prescrivere soluzioni uniche valide per tutti, ma mobilitando risorse e promuovendo lo scambio di informazioni, lo sviluppo e la sperimentazione di nuove soluzioni. La diffusione di iniziative innovative, in tutta l'UE, consentiranno alle autorità pubbliche di agire di più, meglio e a costi minori.

Misure e obiettivi

Le azioni previste nel Piano riguardano diversi aspetti e si propongono di:

  • promuovere politiche integrate per affrontare la complessità dei sistemi di trasporto urbano e assicurare la coerenza tra politiche diverse (mobilità urbana, coesione sociale, ambiente, salute).
  • sostenere i trasporti urbani non inquinanti introducendo nuove tecnologie pulite e carburanti alternativi, nonché promuovendo la tassazione intelligente per incoraggiare gli utenti a cambiare le loro abitudini in materia di trasporti;
  • ottimizzare la mobilità urbana a favore di un'integrazione, di un'interoperabilità e di un'interconnessione efficaci tra le reti di trasporto;
  • concentrarsi sui bisogni dei cittadini e tutelare i diritti dei passeggeri, migliorando al contempo la sicurezza stradale;
  • incoraggiare la condivisione di esperienze e conoscenze per permettere un miglior accesso a queste informazioni e aiutare gli interessati a fare tesoro di tali esperienze, nonché dei dati e delle statistiche.


Perché un piano d'azione?
Le città europee devono affrontare sfide sempre maggiori per rendere sostenibile il trasporto urbano. Le sfide devono essere affrontate per garantire il successo della strategia globale dell'Unione europea volta a combattere i cambiamenti climatici, raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica ed energie rinnovabili, nonché rafforzare la coesione sociale ed economica.
Oltre il 70% della popolazione dell'UE vive in aree urbane e 9 cittadini su 10 chiedono una migliore gestione del traffico.
Il trasporto urbano produce circa il 40% delle emissioni di CO2 e il 70% delle altre emissioni dovute al traffico su strada.

Tempi di avvio
Le azioni previste saranno avviate nei prossimi quattro anni. Nel 2012 la Commissione effettuerà una revisione dell'attuazione del presente piano d’azione e valuterà l’esigenza di ulteriori interventi.

Per ulteriori informazioni riguardanti il piano d'azione sulla mobilità urbana, consultare il sito della Commissione Europea sulla mobilità urbana (in inglese)

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
La California vara un piano di adattamento al CC http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=170 Su decisione del Governatore Schwarzenegger l'Agenzia per le Risorse Naturali della California (California Natural Resources Agency) ha pubblicato una bozza di Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della California "2009 California Climate Adaptation Strategy Discussion Draft" , realizzata in collaborazione con altre agenzie governative e dello Stato.


La strategia, che riassume le conoscenze scientifiche sul tema, affronta l’adattamento in 7 specifici settori in modo da indirizzare meglio gli sforzi di adattamento agli impatti del cambiamento climatico e indicando anche le aree prioritarie di azione. La strategia sarà successivamente aggiornata via via che saranno resi noti nuovi studi e dati pertinenti.
Alcune delle raccomandazioni preliminari:

  • l'istituzione di un Comitato di supporto per l'Adattamento ai cambiamenti climatici (Climate Adaptation Advisory Panel), con il compito di valutare ulteriormente i rischi climatici per la California;
  • la modifica dei piani generali e costieri delle comunità locali, per evitare i potenziali impatti dei cambiamenti climatici;
  • il coordinamento dei piani di mitigazione, per gestire l'aumento del rischio incendi, inondazioni, morti causate da ondate di calore e altri pericoli connessi ai cambiamenti climatici;
  • l'uso della ricerca in materia di cambiamenti climatici per la pianificazione dello Stato, e il finanziamento di nuova ricerca sul clima;
  • lo sviluppo e l'aggiornamento (entro gennaio 2010, da parte della Commissione energetica californiana) di una mappa informativa digitale e di un sito Web interattivo utili per i decisori politici a livello locale. 


Per scaricare la bozza del Piano:
Bozza di Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della California
 

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
A Venezia per preparare il nuovo Report IPCC http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=169 Dal 13 al 17 luglio oltre 200 scienziati  da tutto il mondo si incontrano per discutere su come impostare il prossimo report IPCC, quinto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici. L’incontro servirà a preparare un documento per impostare obiettivi e struttura generale dell’AR5 e anche a delinearne il Synthesis report.

E' l´inizio ufficiale dei lavori di realizzazione del prossimo rapporto Ipcc cui è affidata la valutazione dell´informazione tecnico-scientifica e socio-economica considerata rilevante per comprendere i cambiamenti climatici, i possibili impatti sulla vita dell´uomo e gli ecosistemi le misure da mettere in atto. L'impostazione di base decisa a Venezia verrà poi fatta circolare tra i vari governi per essere poi approvata a fine ottobre a Bali in Indonesia da parte dei Paesi membri Ipcc. Poi gli scienziati si metteranno a lavoro dal 2010 per scrivere i vari capitoli del rapporto, che verrà pubblicato tra il 2013 (il primo volume) e il 2014 (secondo e terzo volume più il rapporto di sintesi).

L’Italia è presente ai lavori con esperti del Centro euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), della Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem), e alla rete italiana di ricerca internazionale sulla scienza del clima che è Focal Point Ipcc per l´Italia, cioè coordina le attività dell´Ipcc nel nostro Paese.

Il Focal point italiano di Ipcc è attualmente situtato presso l´Enea, e fornisce al Segretariato generale dell´Ipcc assistenza e supporto per tutto ciò che attiene alla documentazione scientifica e tecnica, alla designazione degli esperti o dei rappresentanti nazionali alle riunioni e ai gruppi di lavoro IPCC, al coordinamento con le istituzioni italiane di riferimento, e per condurre il feedback con l’Ipcc riguardo alle attività sul clima condotte dall´Italia e, viceversa, nel pubblicizzare in Italia le attività e i risultati dell’Ipcc.

A Venezia, Sergio Castellari, uno degli esperti del focal point italiano,  ha detto che «si discuterà sui contenuti per il prossimo rapporto. Come Italia, con l´aiuto di esperti francesi e spagnoli, spero di portare a casa un capitolo separato sul Mediterraneo da inserire nel secondo volume del quinto rapporto, su vulnerabilità, impatti e adattamento», perché il Mediterraneo «è un´area sensibile e lo sarà ancora di più per gli impatti dei cambiamenti climatici che sono diversi da quelli del nord Europa».

Soddisfatto Castellari per il riconoscimento che il G8 ha dato al lavoro degli scienziati: «Il G8 ha adottato i contenuti del quarto Rapporto Ipcc - ha detto Castellari - ha riconosciuto l´importanza di cercare di bloccare l´aumento della temperatura media globale a 2 gradi rispetto a livelli preindustriali, è stata data enfasi sul concetto di adattamento e non solo quindi di mitigazione», meno invece per quanto emerso dal Mef, in cui «la dichiarazione è più leggera- ha spiegato Castellari - perché risente delle posizioni dei Paesi con economie emergenti».

L’indice che dovrebbe uscire dal summit di Venezia relativa al prossimo rapporto Ipcc dovrebbe contenere previsioni climatiche per periodi di tempo più brevi e basate su diversi scenari di emissione. Inoltre si cercherà nei contenuti di dare più risalto alla letteratura scientifica riguardante gli impatti sui paesi in via di sviluppo come l´Africa e ci si concentrerà sui nuovi risultati relativi ai ghiacci polari.
 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Il primo report climatico a scala locale http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=168 Le previsioni finora pubblicate riguardo alla dinamica futura del cambiamento climatico risentono cronicamente di una certa indeterminatezza riguardo alle effettive manifestazioni del Gw nelle varie realtà climatiche e territoriali e nei relativi, diversi settori economici. Come noto, ciò è causato dalla necessità di produrre previsioni di lungo termine il più possibile attendibili riguardo al funzionamento di una macchina complessa come quella climatica, obiettivo raggiungibile solo rinunciando a ogni pretesa di dettaglio territoriale.

Il sistema terra-acqua-atmosfera, infatti, svolge la sua trama climatica in modo definito “caotico”, cioè la sua evoluzione non è prevedibile adottando modelli fisico-matematici lineari. Ciò ha comportato finora, appunto, il ricorso a previsioni su prevalente scala globale, a scapito del dettaglio territoriale, alla ricerca della massima attendibilità possibile. Ma – e qui sta il problema – per far sì che vengano intraprese concrete e incisive azioni di mitigazione del Gw e adattamento ad esso è necessario che i decisori politici e l’opinione pubblica sappiano che cosa potrà effettivamente avvenire nelle aree da essi occupate, più che ricevere notizie su una evoluzione globale delle temperature e delle conseguenze climatiche associate ad una crescita di esse.

A tal fine, come già sappiamo, la stessa Ipcc ha annunciato che il prossimo report sul clima (il quinto, che vedrà la luce nel 2013-2014) produrrà previsioni con una impostazione nettamente più “locale” rispetto ai precedenti.

Insomma, come si dice spesso nella letteratura dello sviluppo, occorre «pensare globalmente e agire localmente» (think globally, act locally), mentre finora le previsioni climatiche di lungo termine permettono solo di pensare globalmente e offrono invece poco spazio alla pianificazione delle misure di contrasto e adattamento al Gw da attuarsi su scala territoriale più dettagliata.

Un rapporto pubblicato ieri dall’agenzia del governo statunitense per la politica scientifica e tecnologica (Office of science and technology Policy) cerca di ovviare alla lacuna di dati sopra discussa, con riferimento al solo territorio americano, ma con l’adozione di metodologie che potranno assumere carattere di esperimento-pilota per la loro applicazione in altre realtà mondiali. Si tratta di un tipo di analisi che, comunque, già è stata tentata da vari istituti di ricerca in altri paesi, ma a livello puramente sperimentale.

Oltre a puntare ad analisi di dettaglio il rapporto, denominato «Global Climate Change Impacts in the United States» riassume lo stato dell’arte della scienza climatologica, incorporando «le ultime informazioni sulla crescita delle temperature e del livello dei mari, l’incremento degli eventi meteorologici estremi e altri fenomeni climatici correlati». E, come detto, suddivide le analisi sia per le varie zone, sia per i singoli settori del sistema produttivo: secondo Jane Lubchenko, sottosegretario al Commercio marittimo del governo statunitense e amministratore della Noaa, «il rapporto evidenzia che il Gw ha effetti immediati e locali, e letteralmente colpisce le persone nel loro backyard», cioè nel loro giardino, ed è evidente il richiamo che la Lubchenko (che è stata anche tra i redattori del quarto rapporto Ipcc) rivolge alla sindrome Nimby che, così come avviene in altri campi del percorso verso la sostenibilità, affligge spesso anche l’adozione di misure di contrasto e/o adattamento al surriscaldamento globale.

LINK: Report  http://www.globalchange.gov/publications/reports/scientific-assessments/us-impacts

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Emissioni europee in calo nel 2007 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=166 Le emissioni di gas serra europee sono diminuite per il terzo anno consecutivo.
Il commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas ha reso noti i dati 2007 dell’inventario delle emissioni dell’Agenzia Europea per l’ambiente (EEA).
Nel 2007 le emissioni dell’Ue-15 sono diminuite dell’1,6% rispetto al 2006, nonostante la concomitante crescita economica del 2,7%.
Il calo delle emissioni è stato principalmente dovuto alle temperature miti, che hanno consentito minori consumi per il riscaldamento domestico, e alle riduzioni nell’industria manifatturiera e nella produzione di ferro e acciaio.
Al contrario, sono aumentate le emissioni legate alla refrigerazione e al condizionamento degli ambienti, ma, soprattutto, quelle dei trasporti, cresciute del 23,7%.
Complessivamente, il livello di emissioni dell’Ue-15 è del 5% in meno rispetto al 1990, l'anno base del protocollo di Kyoto.
L’obiettivo Kyoto del -8% al 2012 sembra quindi raggiungibile. Ma non è scontato che tutti i 27 stati membri riescano a rispettarlo.
Tra questi, l'Italia, la Spagna, il Portogallo, il Lussemburgo e l'Austria, per i quali si concretizzerebbe l'ipotesi di sanzioni.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Summit degli enti locali per il clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=167 Dal 2 al 4 giugno si terrà a Copenhagen il “Local Government Climate Change Leadership Summit”, nuova tappa della roadmap degli Enti locali che ha già toccato Bali e Poznan.

Oltre 600 rappresentanti di tutto il pianeta si riuniranno per predisporre un documento unitario da sottoporre all’attenzione dell’ONU e dei Governi Nazionali.

L'obiettivo del documento sarà quello di chiedere che le città e i territori vengano inseriti come attori a pieno titolo nel nuovo accordo mondiale sul clima e possano avere un ruolo attivo nel raggiungimento degli impegni previsti nell'accordo che sostituirà Kyoto e che sarà deciso a dicembre 2009 proprio a Copenhagen.

Per informazioni sul programma del Summit ed iscrizioni www.kl.dk/localclimatesummit

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
VI edizione di Terra Futura http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=164 La sesta edizione di Terra Futura si svolgerà alla Fortezza da Basso, a Firenze, dal 29 al 31 maggio 2009.

La manifestazione mette al centro le tematiche e le “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all’amministrazione della cosa pubblica.

Terra Futura vuole far conoscere e promuovere tutte le iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, di governo, di consumo, produzione, finanza, commercio sostenibili: pratiche che, se adottate e diffuse, contribuirebbero a garantire la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, e la tutela dei diritti delle persone e dei popoli.

La mostra-convegno prevede un calendario ricco di appuntamenti, tra convegni, seminari, workshop; e ancora laboratori e momenti di animazione e spettacolo. Tra questisegnaliamo:

Tavola rotonda  Comunicare il cambiamento climatico: uscire dal dibattito ideologico per comprendere la percezione del pubblico.

Sabato 30 maggio 2009
ore 10.00 – 12.00
presso Palazzina Lorenese, sale esterne

Verranno presentanti i risultati di una ricerca qualitativa sulla percezione pubblica del cambiamento climatico svolta in 5 città italiane, nell'ambito del progetto europeo Life+ RACES promosso dal Comune di Firenze e da Ibimet CNR.
 

Stand dell'Associazione Italiana Biochar (ICHAR)  per promuovere l’uso del carbone vegetale per la generazione di energia, per il sequestro di CO2 atmosferica nel suolo e per il miglioramento della fertilità dei terreni agricoli.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Comunicare il cambiamento climatico http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=165 A "Terra Futura" sabato 30 maggio dalle 10 alle 12, presso Palazzina Lorenese, si terrà la tavola rotonda "Comunicare il cambiamento climatico: uscire dal dibattito ideologico per comprendere la percezione del pubblico", in cui verranno presentati i risultati di una ricerca qualitativa sulla percezione pubblica del cambiamento climatico svolta nell'ambito del progetto europeo Life+ RACES, promosso dal Comune di Firenze e da Ibimet CNR.

Il progetto RACES prevede di realizzare azioni di comunicazione sul cambiamento del clima e il risparmio energetico partendo dalla città, attraverso il coinvolgimento  di famiglie, insegnanti e amministratori locali.

Per impostare correttamente le attività di comunicazione il progetto RACES ha scelto di partire dal basso con una ricerca qualitativa nelle 5 città partner (Firenze, Modena, Trento, Bari e Potenza), per cercare di capire qual'è la percezione del cambiamento climatico.

Da gennaio ad aprile si sono svolti 15 focus group, 3 in ogni città, con incontri con i 3 target principali gli insegnanti, le famiglie e gli stakeholders pubblici, ovvero amministratori e attori pubblici locali.

Nella tavola rotonda i risultati della ricerca verranno presentati e commentati da esperti, ricercatori e giornalisti.

Scarica il programma della tavola rotonda

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Testi preparatori per il post-Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=163 Le Nazioni Unite hanno pubblicato una prima traccia degli argomenti che saranno discussi a Bonn, a giugno, nelle negoziazioni preliminari al nuovo accordo sul clima che a partire dal 2012 sostituirà il Protocollo di Kyoto.

Un argomento chiave riguarda la revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni da parte dei paesi industrializzati  nella seconda fase del Protocollo.
Uno dei principali problemi è l’accordo sui criteri di ripartizione degli obblighi di riduzione dei gas serra.
Come giungere ad una ripartizione equa degli impegni? Devono pagare di più i responsabili “storici” dell’effetto serra?
E cosa fare con chi ad oggi “emette” di più (paesi emergenti come Cina e India) perché in una fase di sviluppo economico, ma che in passato non ha contribuito alle emissioni mondiali di gas serra?
In un intervista per il blog tematico “Il Kyoto fisso”, del Sole 24 Ore on line, Vincenzo Ferrara dell’ENEA si chiede “Come si applica l’equità (generazionale ed intergenerazionale) nella suddivisione degli impegni? Su base geografica (Paesi o gruppi di Paesi), sulla base di settori industriali, oppure sulla base del PIL pro-capite, delle emissioni pro-capite, dei futuri bilanci costi/ benefici, o su che altro? Tutti questi nodi sono riconducibili ad un unico nodo: la DIMENSIONE ETICA dei cambiamenti del clima, un nodo che è pregiudizievole di qualsiasi risultato concreto e che va rapidamente sciolto”.

I testi che saranno discussi a Bonn sono consultabili sul sito dell' UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change.
 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Fotovoltaico: 24000 impianti installati nel 2008 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=161 Grande crescita per il solare fotovoltaico: oltre 24.000 impianti, per una potenza di 338 MW, sono stati realizzati in Italia nell’anno 2008. I dati del Gestore dei Servizi Elettrici collocano il nostro Paese al terzo posto, insieme agli Stati Uniti, per potenza annua installata nel 2008, dietro la Spagna e la Germania e davanti alla Corea e al Giappone. In totale, al 1/04/2009, in Italia sono entrati in esercizio e hanno fatto richiesta di ammissione alle tariffe incentivanti del Conto Energia erogati dal Gse circa 34.000 impianti fotovoltaico per una potenza complessiva di 435 MW.

Qualora, inoltre, l’arrivo delle richieste di ammissione al conto energia continuasse a mantenere il ritmo attuale, alla fine del 2009 il numero d’impianti in esercizio in Italia potrebbe superare 70.000 per una potenza cumulata di circa 900 MW. Il Gse ricorda nella nota che, per quanto riguarda lo scambio sul posto, in relazione alla numerosità degli interessati al nuovo servizio e per consentire di gestire in un congruo arco di tempo l’iter di sottoscrizione della convenzione con il Gse, il termine entro il quale presentare l’istanza è stato prorogato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas al 30 giugno 2009, fermo restando che i benefici economici derivanti dall’erogazione del servizio decorreranno a partire dal 1° gennaio 2009. Si precisa inoltre che il nuovo regime di scambio sul posto non ha alcun effetto sugli incentivi erogati in conto energia agli impianti fotovoltaici e riguarda esclusivamente la regolazione dell’energia scambiata con la rete.
(fonte:relight.it)

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Adattarsi ai cambiamenti climatici http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=138 La Commissione europea ha presentato un Libro bianco che illustra gli interventi necessari per aumentare la capacità dell'Europa di adattarsi al mutamento del clima.
Risultati recenti indicano che l'impatto dei cambiamenti climatici sarà più rapido e più intenso di quanto previsto dal Quarto rapporto dell'IPCC. Si ritiene che nei prossimi 50 anni i cambiamenti climatici causeranno effetti profondi su settori economici importanti (agricoltura, trasporti, turismo, sanità), influendo anche sulle famiglie, sulle imprese e sui gruppi sociali più deboli.

Ai provvedimenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra vanno quindi affiancate misure volte ad aumentare la resilienza dei sistemi naturali ed umani nei confronti dell'impatto dei cambiamenti climatici.

La prima fase della strategia europea arriverà al 2012 e preparerà il terreno ad una strategia di adattamento complessiva che l’Ue attuerà dal 2013. Quest'ultima sarà dedicata ad approfondire la comprensione dei cambiamenti climatici e delle possibili misure di adattamento e ad elaborare modalità volte ad integrare l’adattamento nelle politiche fondamentali dell’Unione.

L'impatto dei cambiamenti climatici varierà a seconda delle regioni. Per questo motivo la maggioranza delle misure di adattamento verrà realizzata a livello nazionale o regionale. Ruolo dell'Unione europea sarà quello di sostenere tali sforzi tramite una strategia integrata e coordinata.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Approvato il pacchetto europeo clima-energia http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=160 Il pacchetto legislativo energia e clima, proposto dalla Commissione Europea nel gennaio 2008, è stato adottato dal Consiglio dell'Unione Europea. L’obiettivo generale del pacchetto è ridurre le emissioni di gas serra del 20% e raggiungere una quota del 20% di energie rinnovabili del consumo energetico totale dell’UE nel 2020.

Il pacchetto prevede:

  • Nuove regole per la promozione delle fonti di energia rinnovabile
  • Revisione del Sistema di scambio delle quote delle emissioni di gas serra
  • Sforzi condivisi (“Effort sharing”) in settori al di fuori dell’EU-ETS
  • Nuove regole per auto più pulite
  • Nuovi standard di qualità per carburanti e  biocarburanti
  • Quadro normativo per la cattura e il confinamento di anidride carbonica (Carbon Capture and Storage CCS)

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Un'ora di buio per il pianeta http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=147 Il 28 marzo grandi città, piccoli comuni, aziende e cittadini in tutto il mondo spegneranno le luci per aderire all\'appello del WWF e "chiedere ai grandi della Terra di agire contro i cambiamenti climatici".
L\'iniziativa punta a coinvolgere un miliardo di persone e più di 1000 città.
Durante l\'Ora della Terra si spegneranno la Tour Eiffel, il Colosseo, le Cascate del  Niagara, le piccole isole Chatham nel Pacifico e il più alto grattacielo del mondo in Cina.
In Italia le luci andranno spente dalle 20,30 alle 21,30.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
L'Europarlamento dà un taglio alle emissioni http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=144 \"\"

Il Parlamento europeo ha adottato un Piano d´azione che prevede misure concrete per ridurre del 30% le emissioni di CO2 entro il 2020.  Si tratta di un obiettivo di riduzione di un 10% maggiore rispetto a quanto previsto dal pacchetto clima-energia per l\'intera Ue.

La lista delle misure previste è ampia:
- migliorare l\'efficienza energetica degli edifici del Parlamento attraverso l´utilizzo del fotovoltaico, il solare e il geotermico;
- risparmiare energia aumentando l\'efficienza e riducendo l\'uso di climatizzatori;
- ottimizzare la quantità di sistemi tecnologici ed informatici a disposizione degli impiegati;
- utilizzare di più le video-conferenze;
- ridurre al minimo i bisogni di trasporti, pianificando le attività parlamentari;
- favorire treno, bicicletta, e spostamenti a piedi invece dell’aereo o dell’auto.

Inoltre, fino a quando il trasporto aereo non verrà integrato nel sistema comunitario di scambio dei diritti di emissione, sarà messo a punto un sistema per permettere agli eurodeputati ed al personale di compensare in maniera volontaria le emissioni di gas serra prodotte dai loro spostamenti aerei.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Auto elettriche per le ASL toscane http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=148  

Le aziende sanitarie toscane sostituiranno gradualmente il parco auto con nuovi veicoli alimentati a energia elettrica.
E\' una delle misure per il risparmio energetico previste dal nuovo Piano sanitario 2008-2010.
Per ora si attende l\'arrivo di 100 veicoli.
Si tratta del primo caso in Italia e una delle prime iniziative di così vasta scala in Europa.
L\'iniziativa vuole essere un contributo per una mobilità urbana più sostenibile, e, allo stesso tempo, un modo per valorizzare e incentivare le imprese in un momento di crisi economica. A  tutto beneficio della qualità dell\'aria.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Sindaci contro la CO2 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=149 Il 16 febbraio a Bruxelles, 400 comuni dell’Ue, tra cui 28 città italiane, hanno firmato una dichiarazione con cui si impegnano a promuovere azioni contro i gas serra.
Il patto è stato varato in occasione della Settimana dell’energia sostenibile, ed è stato sottoscritto da piccoli comuni ma anche da metropoli come Madrid, Parigi, Stoccolma, Londra, Milano, Francoforte e Amsterdam.
La “Covenant of Mayors” - così si chiama l\'accordo - punta a una riduzione di emissioni di CO2 superiore al 20% fi ssato dalla Commissione europea, a una maggiore efficienza energetica e a un maggiore ricorso alle energie rinnovabili.
Uno degli obiettivi è quello di creare una rete tra i sindaci delle più importanti città europee e promuovere uno scambio di “best practice” per migliorare l’efficienza energetica in ambito urbano, all\'interno di una cornice d\'azione condivisa a livello internazionale.

 

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Europa: sì al pacchetto 20-20-20 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=140 La presidenza francese è riuscita a chiudere l\'accordo tra i 27 paesi membri dell\'Unione sul pacchetto clima energia.

L\'accordo europeo è giudicato da tutti un buon passo avanti che fa ben sperare per la conferenza di Copenaghen del 2009, dove si dovrà tracciare il post 2012 per la strategia globale di riduzione delle emissioni di gas climalteranti.
I veti posti dal governo italiano non hanno trovato grande accoglienza nel disegno finale del pacchetto che è rimasto intatto negli obiettivi. E\' stata sì introdotta una revisione nel 2010 dopo il vertice di Copenaghen, come chiesto dall\'Italia, ma non per ridiscutere tutto il pacchetto quanto per verificare i metodi e semmai stringere ancora gli obiettivi.
La vittoria italiana si concretizza quindi in una verifica in itinere (verifica e non revisione) e nell\'aver ottenuto un maggior ricorso ai meccanismi flessibili. Per quanto riguarda le quote di emissione, la richiesta del nostro paese che venissero assegnate quote gratuite ai produttori di energia elettrica non è stata accolta, l\'accordo prevede solo deroghe per il pagamento delle quote spostate dal 2020 al 2025 e una certa gradualità per le industrie giudicate non a rischio di delocalizzazione dal 20% nel 2013 al 70% nel 2020.
Hanno trovato spazio invece le richieste del governo tedesco e del governo polacco: il primo con la richiesta di un passaggio graduale per il settore manifatturiero e il secondo con la decisione di garantire una quota del 12% delle entrate della borsa delle emissioni per un fondo di sostengo alla transizione energetica nei paesi dell\'Est Europa.


L\'Europa conferma quindi la sua posizione di primo piano nella lotta ai cambiamenti climatici auspicando di poter fare la differenza a Copenaghen, magari con il sostegno della politica del neo presidente americano.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
75 paesi per le energie rinnovabili http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=150 L'obiettivo principale della nuova Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili è dare un forte impulso allo sviluppo delle energie rinnovabili a livello mondiale e diventare un punto di riferimento per garantire consulenza finanziaria, politica e tecnica a tutti i paesi che vogliono investire in questa direzione. IRENA avrà il compito di promuovere la collaborazione tra i vari Paesi nelle politiche energetiche, favorendo la transizione verso l'uso esteso e sostenibile delle energie rinnovabili a scapito dell'energia da fonti fossili e di quella nucleare. Hermann Scheer, Direttore Generale del Consiglio Mondiale per l'Energia Rinnovabile ha affermato che "esistono agenzie internazionali per le energie da fonti fossili e per l'energia nucleare, ma non per le energie rinnovabili.
IRENA colmerà questa lacuna?
Del resto le energie rinnovabili sono in molti casi già una soluzione competitiva rispetto alle fonti energetiche tradizionali. E il progresso tecnologico in questo settore viaggia a ritmi molto elevati.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Verso il post Kyoto: conclusioni di Poznan http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=136 La Conferenza di Poznan si è svolta in una situazione politico-economica complicata. Nella cornice generale della crisi finanziaria, si sono inseriti i conflitti interni all\'Europa sul "pacchetto clima- energia" e la transizione politica degli Stati Uniti, rappresentati, per l\'ultima volta, da Bush.

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE EMISSIONI

Le preoccupazioni per la crisi economica hanno ridotto molto le ambizioni dei paesi sviluppati sugli obiettivi di riduzione delle emissioni. Da questo punto di vista non ci sono stati passi avanti rispetto a quanto concordato lo scorso anno a Bali.

FINANZIAMENTI

E\'stato reso operativo il "Fondo di adattamento" per aiutare i Paesi più poveri a fronteggiare gli impatti del riscaldamento globale. Le contingenze economiche critiche non hanno però favorito l\'impegno finanziario dei paesi sviluppati, causando il risentimento dei Paesi del Sud del mondo.

FORESTE E PROTOCOLLO

La conferenza ha dato l\'avvio formale al meccanismo REDD (Riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degrado forestale), in base al quale verrà conteggiato il contributo alla riduzione delle emissioni dato dai paesi che combatteranno la deforestazione. Restano ancora da approfondire le metodologie per misurare e contabilizzare le variazioni di carbonio ottenute grazie alla gestione sostenibile e al mantenimento delle foreste.

PROGRAMMA DI LAVORO

Il risultato di Poznan, più che decisioni sostanziali e concrete, è stato quello che tutte le parti coinvolte hanno riaffermato l\'impegno di raggiungere un accordo a Copenaghen e hanno chiarito e stabilito il percorso per farlo. Il calendario degli incontri è particolarmente fitto, anche perchè il tempo per trovare un\'intesa è sempre più limitato. Anche se non ci sono stati risultati degni di nota, a Poznan si sono manifestati alcuni segnali di cambiamento, soprattutto nello scenario politico e nel possibile impegno futuro di paesi fino ad ora "latitanti" quanto a sensibilità e iniziativa ambientale.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Italia voti bassi nella lotta al clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=135 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Kyoto sparisce dal DPEF http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=141 Considerato che l\'Italia è in ritardo rispetto agli obiettivi che si è impegnata a mantenere firmando il Protocollo di Kyoto, i costi per la mancata applicazione del Protocollo rischiano di aumentare ulteriormente (secondo Legambiente e WWF fino a 2,56 miliardi di euro allíanno per il periodo 2008-2012).
La decisione su cosa farà l\'Italia nei prossimi anni per ridurre le emissioni nei settori decisivi nella lotta ai cambiamenti climatici (energia, trasporti e usi civili) non può essere rinviata. Nel Dpef, però, non c\'è traccia dei fondi e delle strategie da destinare alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla mitigazione dei cambiamenti del clima.
Questa omissione è ancora più grave se si considera che l\'Italia è impegnata anche a livello europeo nella riduzione delle emissioni del 20% al 2020.

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
XIV Conferenza delle Nazioni Unite sul clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=134 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Seminario Kyoto e la qualità dell'aria http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=133 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Negoziati UNFCCC sul clima ad Accra http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=131 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Kyoto e la qualità dell'aria http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=132 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Negoziati UNFCCC sul clima ad Accra http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=127 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Kyoto sparisce dal DPEF http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=128 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Negoziati UNFCCC sul clima ad Accra http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=129 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Negoziati UNFCCC sul clima ad Accra http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=130 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 5 giugno 2008: Vivi l'Ambiente all'IBIMET http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=126 CNR Ibimet aderisce all?iniziativa promossa da Regione Toscana e i laboratori e la sede dell\'istituto proponendo le seguenti attività. [B]Iniziative proposte[EB]: [B]Visita al laboratorio [EB]di assemblaggio delle stazioni meteo dove il personale tecnico fornirà informazioni sul monitoraggio dei parametri meteo. Visite guidate alle ore 10.30, 12.30, 14.30 su prenotazione. [B]Seminario su Cambiamenti Climatici e sostenibilità in Toscana[EB]. Presentazione dell?iniziativa mostra itinerante su ?Cambiamenti climatici e sostenibilità: il problema e le soluzioni in Toscana?, realizzata nel corso del 2006-2007 da Regione Toscana e curata da Ibimet CNR e Fondazione per il Clima e la Sostenibilità, con la collaborazione di Europe Direct Firenze. Seminario per comprendere i cambiamenti climatici attuali, gli impatti locali e le buone pratiche sostenibili a disposizione di ognuno per proteggere l?ambiente. Il seminario si svolgerà presso la sede IBIMET [B]alle ore 11.00, è richiesta la prenotazione[EB]. [B]Per informazioni e prenotazioni[EB]: v.grasso@ibimet.cnr.it - l.genesio@ibimet.cnr.it www.ibimet.cnr.it Sede: Via G. Caproni 8 - 50141 Firenze Tel: 055 3033711 Aderiscono con iniziative sul territorio anche: Regione Toscana, ARPAT, ARSIA, Consorzio Lamma e Parchi regionali. Per conoscere i programmi degli altri enti: [L=http://www.regione.toscana.it] Regione Toscana[EL] [L=http://www.primapagina.regione.toscana.it] Primapagina [EL] [L=http://www.intoscana.it] In Toscana [EL] [L=http://www.arpat.toscana.it] Arpat [EL] [L=http://www.arsia.toscana.it] Arsia [EL] [L=http://www.lamma.rete.toscana.it] LaMMA [EL]

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Direttiva Emissions Trading http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=124 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Pasqua eolica in Spagna http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=125 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Finanziaria 2008 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=123 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 2020: ridurre le emissioni di 7,2 tonnellate/anno http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=122 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Una road map per il dopo Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=121 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 ETS 2006: Italia supera il tetto del 11,6% http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=120 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Premio Toscana Ecoefficiente, proroga al 12/12/07 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=119 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Al Gore e IPCC Nobel per la pace http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=118 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Lucca: arriva la dieta di DimagrisCO2 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=117 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Conferenza Cambiamenti Climatici http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=116 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Meeting a Vienna per cercare un accordo sul clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=115 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 UNFCC Il tabellone di Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=114 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 UE: nuovo pacchetto di leggi per il clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=113 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Nuove misure per l'efficienza energetica http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=112 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Gli indios per fermare la deforestazione http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=111 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 La Cina sorpassa gli USA: Maglia Nera della CO2 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=110 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 In aumento le ondate di calore http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=109 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 89% degli europei chiede tagli alle emissioni http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=107 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Un mese di appuntamenti sui cambiamenti climatici http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=108 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Le 40 città nel mondo amiche del clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=106 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Emissioni di CO2 in crescita http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=105 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Ricerca BBC su percezione del global warming http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=104 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Max +2° rispetto a valori preindustriali http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=103 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Borsa delle emissioni anche per l'Italia http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=102 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Londra: gas serra ridotti per legge http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=101 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 World Energy Council e bioenergie http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=100 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 IPCC pubblica nuovo rapporto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=99 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Esperti di Turismo e Sostenibilità http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=98 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Caffè Scienza: Inquinamento in città http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=97 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Previsioni 2007: caldo da record? http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=91 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Previsioni 2007: anno caldo da record? http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=92 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Impianto a biomassa scalderà intero paese http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=94 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Dal 2011 tetti su emissioni voli aerei http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=93 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Pronto il Piano Nazionale Emissions Trading http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=95 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Giovedì 30 apre la Festa della Geografia http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=89 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Educazione all'energia sostenibile http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=88 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 La delegazione giapponese in visita al Lamma http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=90 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Il Governatore di Kyoto in Toscana http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=87 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Italia: Emissioni in crescita http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=86 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Europa e risparmio energetico http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=85 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Tassa sui voli per finanizare l'adattamento http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=84 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Città senz'auto? Non con questi numeri http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=83 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Bag for Life: lo shopper dalle mille vite http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=82 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Global warming entro i due gradi? http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=81 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 CLIMA EXPO 2006 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=78 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Roma per Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=72 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Londra: una tassa per limitare il traffico http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=73 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 CAR - SHARING: macchine in condivisione http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=74 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Enti locali "rinnovabili" http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=75 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Scarpe ad energia solare http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=69 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Arriva la busta al pomodoro http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=70 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Bio-Architettura: costruire sostenibile http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=71 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Mobility show: mobilità sostenibile http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=79 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Greenpeace: "Citta' amiche delle foreste http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=80 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Elettrodomestici energivori http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=68 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Cool Biz : via la cravatta contro il riscaldamento http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=76 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Agriturismo: energia dal frumento http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=77 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Ridurre le emissioni da deforestazione nei PVS http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=67 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Non solo Mitigazione, anche Adattamento http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=66 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Cosa succede se cambia il clima http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=65 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Cambiamenti climatici e sostenibilità http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=96 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Da San Rossore l'allarme di J. Legget http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=64 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 26/05/2006 - La Toscana e il Protocollo di Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=62 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 16 giugno - Intelligent Energy Europe http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=63 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Registro Nazionale Emissions Trading http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=60 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Inadempienti sui Biocarburanti http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=61 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Terra Futura. Dal 31 marzo al 2 Aprile a Firenze http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=59 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Il riscaldamento globale sta sciogliendo i ghiacci http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=58 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Loro Ciuffenna 25 marzo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=57 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 25/10/2005 - Conferenza Stampa http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=56 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 prova http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=54 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Altro Fatto di prova http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=55 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 05/10/2005 - Conferenza Stampa http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=53 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 British Telecommunication (BT): telelavoro per rid http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=50 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Agricoltura per mitigare l'effetto serra http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=51 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 CO2 Expo: Roma, 29/09 - 01/10 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=52 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Toscana: incentivi per energia da biomassa http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=49 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Nuova notizia http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=137 info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100 Sartori, Crichton e Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=45 Il cruccio maggiore di Sartori, e causa di ogni male attuale, è come sempre quello della sovrappopolazione che sta portando la Terra verso una fine inesorabile delle riserve naturali ed energetiche.

?Il guaio -dice Sartori- è che sul drammatico problema della «Terra che scoppia» (di sovrappopolazione) e che si autodistrugge, i media, gli strumenti di informazione di massa, non mobilitano l opinione e non si impegnano più di tanto?. ?Nei prossimi venti anni la popolazione sarà ancora in aumento (quest anno, saremo ancora 70-75 milioni in più), e si prevede che il fabbisogno energetico mondiale ? con lo sviluppo dell India e della Cina ? crescerà del 50 per cento. Per questo rispetto siamo già allo stremo. Il campanello d allarme è squillato dal 1980. E noi cosa abbiamo fatto e stiamo facendo? Ancora niente. Leggiamo e arricchiamo Crichton. Bravi, bravi.?

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Alternativa a Kyoto http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=37 Secondo quanto dichiarato dai sei paesi il patto, che prende il nome di ?Partnership dell Asia-Pacifico per lo sviluppo pulito e il clima? (Asia Pacific Partnership on Clean Development and Climate), cercherà di gestire le emergenze relative all energia, al cambiamento climatico e all inquinamento atmosferico senza rinunciare allo sviluppo economico, e sarà da considerarsi un_integrazione non un alternativa al protocollo di Kyoto. Ma certo fa riflettere che le protagoniste di questa nuova ?alleanza? sono proprio Australia e Usa, proprio le uniche due, tra i paesi industrializzati, a non aver ancora aderito al trattato delle Nazioni Unite che impone tagli alle emissioni di gas serra del 5.2% rispetto alle emissioni del 1990. Il primo meeting della partnership pacifico-asiatica sarà ospitato dall Australia in novembre durante il forum regionale dell ASEAN, Association of South East Asian Nations, e vedrà la partecipazione dei Ministri dell Ambiente, dell Energia e degli Esteri dei sei stati membri.

Il patto per il clima si collega al piano d azione per il cambiamento climatico emerso dal G8 di Gleneagles in Scozia ai primi di Luglio, e enfatizza l importanza dell innovazione tecnologica nella lotta al riscaldamento globale. I sei paesi puntano sullo sviluppo e all adozione di strumenti di cattura e stoccaggio della CO2, viste come uniche tecnologie innovative capaci di portare a importanti tagli alle emissioni di gas serra. Secondo i dati diffusi dalla partnership i sei paesi contano per il 45% della popolazione mondiale e il 48% dei consumi di energia e emissioni di gas serra. Usa, Cina, India e Australia sono i primi quattro produttori mondiali di carbone, mentre la Corea del sud e il Giappone sono i primi due importatori del combustibile solido che è il principale responsabile delle emissioni di CO2.

Scetticismi
Ian Campbell il Ministro dell Ambiente Australiano ha dichiarato che ?E? piuttosto chiaro che Kyoto non porterà il mondo dove vorrebbe, è quindi necessario trovare altre soluzioni più efficaci.? Secondo Campbell e secondo Robert Zoellick, Segretario di Stato Americano, non esiste nessun conflitto tra il patto per il Clima e lo Sviluppo Pulito stilato e il Protocollo di Kyoto delle Nazioni Unite.
Ma come mai allora molti sono delusi o preoccupati da questo patto?
?Si deve riconoscere che questo è un valido tentativo di coinvolgere in qualche modo i paesi in via di sviluppo,? ha commentato Jacqueline Karas, climatologa del Royal Institute of International Affairs di Londra.
?Gli Stati Uniti sono riusciti a coinvolgere i 3 paesi maggiori paesi emergenti ma è giusto sottolineare che questo può essere un tentativo del governo americano di spostare l attenzione del mondo dai propri elevati livelli di emissione e guardare alle tecnologie del futuro piuttosto che agire con tagli alle emissioni oggi, e potrebbe essere anche un tentativo di minare le negoziazioni di Montreal?, afferma la Karas. A novembre infatti nella prossima Conferenza delle parti si dovrà discutere su come agire nella fase post Kyoto. L_Europa spinge perché vengano presi impegni vincolanti, con tagli alle emissioni più consistenti. Ma resta da vedere anche se riuscirà ad essere compatta su questa posizione, diversi i dubbi che sorgono sia per la pozione che prenderà l Italia e il governo Berlusconi che su cosa farà la Francia.

Parlare di tagli alle emissioni obbligatori per tutti è una visione certamente opposta a quella inclusa nell accordo pacifico-asiatico, che è invece totalmente volontario, senza obiettivo di riduzione, senza sanzioni e per adesso privo anche di finanziamenti. La cosa che può essere preoccupante di quest accordo, come ha notato Philip Clapp, presidente della lobby politica al National Environmental Trust a Washington DC, è il tentativo degli americani di creare un blocco di paesi in via di sviluppo, incluse Cina e India, attorno a cui costruire un approccio apparentemente complementare a Kyoto ma che ha tutta l aria di poter diventare un blocco di opposizione.

Per approfondire:
Articolo su BBC News
Articolo su CNN
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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Trasporto aereo entra nell?Emission Trading? http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=40 Dopo due mesi si consultazioni per decidere se limitare l?impatto del settore aereo sul climate change, la Commissione sembra più vicina a includere le emissioni derivanti dai viaggi aerei nello schema di Emission Trading.
I messaggi di associazioni e cittadini sono stati piuttosto chiari: è giunta l?ora di includere il settore del trasporto aereo tra quelli che devono aiutare a combattere il riscaldamento globale, anche a costo di un sensibile aumento del prezzo del biglietto (si parla di circa 9 euro sul prezzo di un biglietto di A/R) , ha affermato in questi giorni il Commissario europeo all?Ambiente Stavros Dimas, dopo la consultazione indetta dalla Commissione.

Il contributo del settore aereo al budget globale di emissioni di gas serra sta aumentando vertiginosamente, con una crescita del 73% delle emissioni dal 1990 al 2003. Secondo i dati delle Nazioni Unite i viaggi aerei contribuiscono per il 3.5% al cambiamento climatico legato alle attività antropiche e con l?aumento dei voli e del traffico aereo ci si attende che possa arrivare al 5% entro il 2050.

Le consultazioni indette dalla Commissione hanno mostrato un generale consenso anche da parte dello stesso settore del trasporto aereo, oltre che dalle associazioni e dal pubblico in generale. Oltre 5.500 persone e 200 organizzazioni hanno risposto alla consultazione, con un consenso del 99.5% circa la possibile inclusione del trasporto aereo tra i settori del sistema europeo di scambio dei permessi di emissione. Per non penalizzare le compagnie europee saranno considerate le emissioni derivanti dai voli con partenza in tutta Europa, compresi quelli gestiti da compagnie non europee.
Alla luce degli evidenti risultati, ci si aspetta, dopo la pausa estiva, che la Commissione renderà nota la strategia europea per includere il settore aereo nello schema ETS.

Per approfondimenti:
Commission consultation: Reducing the Climate Change Impact of Aviation
DG Environment: Aviation and climate change

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Cambio clima e stock di CO2 http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=39 Proceedings of the National Academy of Sciences. Le nuove simulazioni condotte dalla Dr.ssa Inez Fung dell? Università di Berkeley, California, e dai suoi colleghi del National Center for Atmospheric Research, rivelano con la rapida crescita delle emessioni di anidride carbonica in atmosfera sta progressivamente diminuendo la capacità della terra e degli oceani di assorbirla. Lo studio afferma ad esempio che il generale aumento delle temperature sta scaldando gli strati superficiali degli oceani, cosa che fa aumentare la differenza di temperatura con gli strati inferiori.

Mentre la CO2 si scioglie facilmente nelle acque oceaniche fino a una profondità di 100 metri, al di sotto incontra maggiori difficoltà e il processo è molto più lento. Quindi una maggior differenza di temperatura tra le acque superficiali e quelle più profonde fa si che il processo di miscelazione della CO2 negli starti più bassi, dove rimane poi intrappolata per secoli, risulti più lento.
Secondo gli studi della Dott.ssa Fung, la capacità di assorbimento della CO2 da parte di terra e oceani è destinata ad diventare sempre più bassa rispetto alla rapida crescita delle emissioni antropiche, creando così un circolo vizioso tra la quantità di carbonio e il sistema climatico globale, in cui un elemento tende a rafforzare l?altro.

Per approfondimenti:
National Science Foundation
National Academy of Sciences

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info@osservatoriokyoto.it Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100
Biocarburanti: incentivi dal governo http://www.osservatoriokyoto.it/index.php?action=news&id=41 Attuazione della direttiva 2003/30/CE relativa alla promozione dell uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 luglio 2005, è finalizzato alla promozione dell uso di biocarburanti (carburanti liquidi o gassosi per i trasporti, ricavati dalla biomassa) o di altri carburanti rinnovabili in sostituzione del diesel o della benzina, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di riduzione delle emissioni di gas serra e di sicurezza dell approvvigionamento di fonti di energia. In base alla direttiva 2003/30/CE tutti i carburanti per i mezzi di trasporto dovranno contenere una quota minima di combustibili rinnovabili.

Il decreto legislativo fissa i seguenti obiettivi indicativi nazionali, calcolati sulla base del tenore energetico, di immissione in consumo di biocarburanti e altri carburanti rinnovabili, espressi come percentuale del totale del carburante diesel e di benzina nei trasporti immessi al consumo nel mercato nazionale: